L'arte bianca
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affidato
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CROTONE Poteva finire in tragedia un disguido che riguarda l’attività dell’elisoccorso a Crotone. Gli operatori dell’ambulanza, che trasportano i malati all’elicottero, non erano stati informati che l’imbarco doveva avvenire presso il settore B dello stadio “Ezio Scida”, e non sulla panchina del porto adibita solitamente a queste attività.

Il malfunzionamento della centrale

Probabilmente potrebbe non avere funzionato la centrale di Catanzaro che dispone le operazioni. Dal 6 luglio, infatti, l’autorità portuale aveva emesso l’ordinanza che rendeva momentaneamente inagibile la panchina del porto in quanto erano previste «operazioni portuali di movimentazione e imbarco di carichi eccezionali, con spostamento di due moduli di carpenteria metallica dall'area portuale in concessione alla società Metal Carpenteria Srl».

I tempi dell'ordinanza portuale

Un’operazione, questa, che dovrebbe concludersi tra il 7 luglio e il 10 luglio prossimo. L’ordinanza dell’Autorità portuale che ha disposto le attività di movimentazione dei due moduli era stata regolarmente inoltrata a tutti i soggetti interessati alle attività di elisoccorso.

L'emergenza medica e l'infarto

Questa mattina, nel frattempo, dall’Unità operativa di cardiologia è partita la richiesta per l’elisoccorso per trasportare all’ospedale di Catanzaro un crotonese che aveva avuto un infarto e doveva essere sottoposto subito ad un intervento di coronografia.

Il mancato incontro tra ambulanza ed elicottero

Era disponibile l’elicottero di Catanzaro che è subito volato in direzione di Crotone-settore B dell’Ezio Scida, in attesa di imbarcare l’utente. L’ambulanza, però, che non era stata informata sulle disposizioni temporanee riguardanti la panchina del porto, ha raggiunto l’abituale sede per l’imbarco a sirene spiegate.

Il ritardo nei soccorsi tempo-dipendenti

Giunta sul posto c’è stata la sorpresa perché l’elicottero non c'era. A questo punto sono iniziate le telefonate e, quindi, il nuovo spostamento allo stadio. Poteva finire in tragedia perché questi interventi sono tempo-dipendenti. In alcune situazioni, purtroppo, il ritardo di un minuto può determinare il decesso del paziente.

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