Piscina, batosta tariffe: società e famiglie in rivolta, l'Ente si difende
Aumenti fino al 460% e stangate sui bilanci familiari infiammano il caso a Crotone: il Comune spiega i rincari e chiama in causa gli aumenti dei costi energetici

CROTONE Scontro aperto a Crotone sulla gestione e sui costi per l'utilizzo della Piscina Olimpionica Comunale “Giovanni Paolo II”. Le nuove tariffe deliberate dalla Giunta Comunale hanno scatenato una dura reazione da parte dei genitori degli atleti e delle associazioni sportive locali, i quali segnalano impennate insostenibili nei costi delle corsie. Dall'altra parte, l'amministrazione comunale chiarisce che la struttura, gestita in sinergia con la Fin (Federazione italiana nuoto), non ha subito alcun aumento orario effettivo e che le misure adottate sono necessarie per far fronte ai costi energetici.

La denuncia dei genitori
I genitori degli atleti della Asd Kroton nuoto evidenziano come la progressione dei costi stia mettendo a rischio la sostenibilità della disciplina. Secondo quanto ricostruito dalle famiglie, il passaggio graduale dai precedenti costi mensili alle nuove tariffe comporta un aumento esponenziale delle spese per gli spazi acqua.
«La progressione delle tariffe è eloquente: da circa 300 euro mensili per corsia si è passati a 16 euro l’ora, una tariffa di per sé già assolutamente onerosa per le famiglie e meritevole di una revisione al ribasso. La Delibera di Giunta n. 323 del 7 settembre 2026, pubblicata oggi, 8 settembre, ha invece portato il costo a 35 euro l’ora per corsia: un ulteriore aumento che riteniamo ingiustificato, alla luce degli oneri già sostenuti dalle famiglie e delle principali utenze a carico del Comune».
«Il costo della corsia è quindi aumentato del 156% nel primo passaggio e di circa il 119% nel secondo, per un incremento complessivo del 460% rispetto ai 300 euro iniziali».

L'allarme della società sportiva
Sulla stessa linea si attesta la Asd & Aps Poseidon - Scuola Federale Fipsas di nuoto pinnato, che si allena a Crotone con atleti provenienti anche dal territorio di Isola di Capo Rizzuto. L'associazione pone l'accento sul rischio sociale legato ai costi eccessivi.
«L’applicazione di una tariffa di 35 euro l’ora per singola corsia, qualora confermata e applicata nelle modalità riportate, rappresenterebbe un incremento estremamente significativo rispetto ai costi precedentemente sostenuti dalle società sportive».
«Un incremento così rilevante del costo delle corsie rischia pertanto di produrre un effetto molto semplice: aumentare i costi delle associazioni fino a rendere inevitabile trasferirne almeno una parte sulle quote sostenute dalle famiglie. È una prospettiva che vogliamo evitare. Lo sport di base, soprattutto quello rivolto ai più giovani, deve continuare ad essere accessibile e non può trasformarsi progressivamente in un’attività riservata soltanto alle famiglie che possono permettersela. Lo sport non può diventare un lusso». «Nessun ragazzo dovrebbe rinunciare allo sport per una questione economica».

La replica dell'amministrazione comunale
Di contro, l'assessorato allo Sport del Comune di Crotone ha diramato una nota di chiarimento firmata dall'assessore Luca Bossi, spiegando la struttura dei costi e contestando la ricostruzione degli aumenti.
«È opportuno precisare, come già anche condiviso con la Federazione Italiana Nuoto, che la tariffa per la pratica del nuoto agonistico è da intendersi come tariffa per seduta di allenamento avente durata massima di 1h e 30’, e non come tariffa oraria».
«Il costo è in linea con quanto deliberato dalla giunta comunale sin dal Settembre 2022 (cfr. Dgc n. 369 del 22/09/2022) assestandosi tale importo sul valore di 25 euro per ora di utilizzo, e vigente anche nel tariffario precedente a quello appena approvato (cfr. Dgc n. 108 del 11/03/2026). Non è stato pertanto attuato alcun rincaro sul costo della tariffa oraria per il nuoto agonistico, contrariamente alla narrazione che circola in queste ore».
«È altresì da precisare che la tariffa di 16 euro per ora di utilizzo di una singola corsia applicata dal Centro Federale Fin nei mesi scorsi era da intendersi come tariffa promozionale trattandosi di un riavvio dell’impianto».
«Non si possono ignorare però i fattori esterni che incidono in maniera sostanziale sui costi di gestione, in primis l’aumento considerevole dei costi energetici. La priorità per l’amministrazione era e rimane quella di garantire la tenuta del servizio e quindi il pareggio di bilancio».




