Noi moderati divisi su Vittimberga. Il Pd ha le dimissioni di Barberio
No di Gualtieri e Pagliaroli all'ipotesi di Torromino di appoggiare la candidatura del sindaco di Isola alla Provincia. "Alt" nel centrodestra sulla scalata di Cosimo a Rocca di Neto
CROTONE Nel centrodestra il problema da risolvere è il candidato a presidente della Provincia e nel Partito democratico si diffonde la notizia delle dimissioni del segretario provinciale, Leo Barberio.

Emergono differenze di vedute all’interno di Noi moderati sulla proposta del candidato a presidente dell’Ente intermedio: il coordinatore provinciale, Oreste Gualtieri, e quello cittadino, Pisano Pagliaroli, non condividono il progetto di appoggiare la candidatura a presidente della Provincia del sindaco di Isola Capo Rizzuto, Maria Grazia Vittemberga.

Una candidatura che, invece, avrebbe il gradimento dell’area che si riconosce nella leadership del vicecoordinatore regionale del partito, Sergio Torromino. Un primo confronto tra i rappresentanti di queste posizioni contrapposte c’è stato nel corso di una riunione tenutasi negli ultimi giorni.

C’è convergenza totale nell’idea di ottenere la candidatura a presidente della Provincia, ma le due “fazioni” si allontano sull’impostazione del progetto.
Gualtieri e Pagliaroli vorrebbero proporre il sindaco di Pallagorio, Umberto Lorecchio, in quanto iscritto al partito. La battaglia a sostegno di Lorecchio, poi, non si tradurrebbe in lacerazioni con il resto dei partiti della coalizione. Cosa che, invece, potrebbe avvenire sostenendo Vittimberga. “Lorecchio è il nostro candidato, perché non mette in discussione la compattezza della coalizione”, così ha commentato, con una battuta, Gualtieri.

D’altra parte, sulla necessità di mantenere compatta la coalizione, ci sono schierati tutti i coordinatori regionali della Calabria. L’obiettivo della compattezza della coalizione è stato ribadito nella riunione dei vertici regionali riunitisi a Reggio Calabria lo scorso 14 febbraio.

Nel corso di quell’incontro, secondo quanto è dato sapere, sia Noi moderati che Fratelli d’Italia hanno ribadito il principio che tutti i partiti della coalizione hanno pari dignità.
Proprio per questo non è stato chiuso l’accordo nemmeno sul candidato a sindaco di Reggio Calabria, rivendicato da Forza Italia per il coordinatore regionale del partito Francesco Cannizzaro. Il tavolo deve restare compatto, ma a tutti i partiti vanno riconosciuti pari dignità nell’assegnazione delle candidature nelle postazioni istituzionali in scadenza: candidato a sindaco di Reggio Calabria e Crotone; candidatura a presidente della Provincia di Cosenza e Crotone e altre quattro caselle.

In questa spartizione Noi moderati ha chiesto ufficialmente di potere esprime il candidato a presidente della Provincia di Crotone. Gualtieri e Pagliaroli non vogliono sentire parlare di Vittimberga. La candidatura del sindaco di Isola Capo Rizzuto consentirebbe di indebolire il ruolo straripante, anche all’interno della coalizione, del consigliere regionale Sergio Ferrari (FI) che, invece, vorrebbe indicare un sindaco a lui vicino (si fa il nome del primo cittadino di Cotronei, Antonio Ammirati già rappresentante del Pd).

Le fibrillazioni insomma non sono scoppiate esclusivamente all’interno del gruppo dirigente di Noi moderati, ma riguardano la coalizione. Non a caso a Rocca di Neto, dove si vota per eleggere il nuovo sindaco, non ci sarebbe accordo sulla proposta di indicare Salvatore Cosimo.

Baruffe tra alleati che pesano. Nel campo opposto a Rocca di Neto c’è la condivisione di puntare per la poltrona di sindaco su Pepè (Giuseppe) Corigliano, militante di sinistra di lungo corso.

Nel Pd, però, c’è il macigno Crotone che non si è ancora sbloccato. Le bocce sono ferme per l’inattività del segretario provinciale, Leo Barberio. Il partito regionale dopo avere nominato Barberio anche commissario cittadino di Crotone si è totalmente disinteressato. Il comportamento di Barberio ha messo in difficoltà anche le altre sigle del campo largo.

Questa mattina si è diffusa l’indiscrezione che Barberio avrebbe rassegnato le dimissioni “per motivi familiari irrinunciabili”.
Una indiscrezione che, a distanza di un giorno, non ha ancora trovato conferma ufficiale. I vertici del Pd dovrebbero valutare che il tempo per le scelte è in scadenza e il rischio che, anche in questa tornata, il partito non presenterà candidati e liste è molto elevato. Il panorama della politica nella provincia è avvolto da una nebulosa che offusca la vista di chi deve prendere le decisioni.

