Krimata, assoluzione piena per il commercialista Francesco Quattromani
Ribaltata la sentenza di primo grado con rito abbreviato. Confermata invece nello stesso processo la condanna a 2 anni di Giuseppe Cusato per riciclaggio
CATANZARO La Corte d'Appello Di Catanzaro (con sentenza depositata lo scorso 7 aprile) ha ribaltato il verdetto di primo grado con la condanna a un anno e quattro di mesi reclusione per il commercialista crotonese, Francesco Quattromani, pronunciandone invece l'assoluzione piena del professionista in merito al suo coinvolgimento nel procedimento scaturito dall'operazione “Krimisa” del luglio 2019.
Il collegio giudicante,composto da Alessandro Bravin presidente, Giovanni Mastroianni e Assunta Maiore a latere, hannop fatto cadere qualsiasi ipotesi accusatoria, per non aver commesso il fatto, sulle contestazioni di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati fiscali, riciclaggi e altri delitti che erano a carico di Quattromani.

I legali del commercialista, Francesco Verri e Luigi Villirilli, hanno espresso soddisfazione per il riconoscimento dell'innocenza, pur sottolineando qualche perplessità sul precedente grado di giudizio. «La soddisfazione è enorme - commentano i difensori - perché Francesco Quattromani era innocente e ora la Corte d’Appello ne ha preso atto. Resta il rammarico per l’errore commesso in primo grado».
Nel maggio 2024, infatti, il gup di Catanzaro Mario Santoemma, nel rito abbreviato, aveva emesso una sentenza di condanna che era già stata considerata un successo parziale della difesa considerata l'esclusione dell'aggravante mafiosa e la pena ridotta a fronte di una richiesta del pm di 5 anni. Quattromani era stato condannato a un anno e quattro mesi con il beneficio della pena sospesa.
Nello stesso filone processuale del rito abbreviato è stata invece confermata per l'imprenditore Giuseppe Cusato la sua pena a 2 anni per riciclaggio. Cusato è stato identificato come uno dei soggetti che hanno usufruito o partecipato ai meccanismi di riciclaggio orchestrati dal sodalizio criminale.
Inoltre, sono state già confermate altre assoluzioni per Carmine Muto, Andrea Valenti, Maria Nesci e Salvatore Parisi che erano già stati assolti in primo grado.
L'operazione "Krimata" (dal greco antico ricchezza) riguardava un presunto sistema di false fatturazioni e riciclaggio che, secondo l'accusa iniziale della Dda di Catanzaro, sarebbe nato all'ombra della cosca Arena-Nicoscia di Isola Capo Rizzuto per frodare il fisco. L'assoluzione odierna di Quattromani chiude definitivamente la sua posizione in merito a queste accuse.
Francesco Quattromani era considerato partecipe di un sodalizio promosso e capeggiato dall’imprenditore Mario Esposito. Il professionista, però, non era accusato di nessuno dei reati programmati, secondo l’accusa, dall’associazione criminale e inoltre si era limitato a svolgere compiti basici per i suoi clienti, la società Iuledil ed Esposito, come per esempio quello di estrarre e stampare una visura camerale, o sollecitare la vidimazione dei libri contabili, o ancora registrare il cambiamento di un amministratore, oppure una modifica dell’assetto societario. Nessun suggerimento illecito, dunque, né comportamenti sintomatici dell’adesione a piani illeciti da parte di Quatromani.
Anche i rapporti di Quattromani con Esposito - che non era né amministratore e né socio della Iuledil - erano del resto ampiamente giustificati da un contratto, avente data certa, di prestazione d’opera che legava Esposito alla Iuledil. In base a questa scrittura, l’imprenditore aveva la delega ai rapporti fra la società e i suoi clienti e fornitori. E Quattromani altro non era che un fornitore di servizi contabili autorizzato, quindi, da un contratto a interloquire del tutto legittimamente con Esposito.

