Resilienza agli arresti e nuove leve: così i clan si erano ripresa Isola (NOMI)
I primi particolari emersi dall'inchiesta di 'ndrangheta "Libeccio" contro le cosche di isolaitane che ha portato all'esecuzione di 29 misure cautelari
ISOLA DI CAPO RIZZUTO La spiccata resilienza e la capacità di ricompattarsi dopo le recenti inchieste a loro carico, i loro attuali organigrammi, le estorsioni, l’esistenza di una “bacinella” e il traffico di droga sono al centro dell'inchiesta “Libeccio” condotta dai carabinieri su coordinamento della Dda di Catanzaro.

I militari hanno infatti eseguito dalle prime luci dell'alba di oggi un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip nei confronti di 19 persone, di cui 18 in carcere e uno ai domiciliari. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione, rapina impropria, accesso indebito ai dispositivi idonei alla comunicazione da parte dei soggetti detenuti e di reati in materia di droga, anche in forma associativa, questi ultimi aggravati dal metodo o dalle finalità mafiose. I provvedimenti sono stati eseguiti a Crotone e a Isola di Capo Rizzuto, oltre che nelle carceri di Tolmezzo (Udine), Spoleto (Perugia), Cassino (Frosinone), Napoli Secondigliano e Catanzaro Siano. Contestualmente eseguiti anche 19 decreti di perquisizione, con le relative notifiche delle informative di garanzia e sui diritti ai suddetti indagati, a vario titolo, per le ipotesi delittuose loro contestate.

Le indagini di Libeccio si sono sviluppate dal gennaio del 2024 al luglio del 2025 mediante delle attività di osservazione, pedinamento e controllo, nonché intercettive telefoniche, ambientali e con i captatori “virus” informatici, supportate, altresì, dalle dichiarazioni, rese da 11 collaboratori di giustizia. A tutto ciò sono state affiancate le risultanze delle investigazioni “Blizzard - Folgore” e “Black Flower”, eseguite nei confronti degli appartenenti alle cosche della ‘ndrangheta isolitane. Con questo altro capitolo d'indagine si intende far luce sulle ulteriori dinamiche criminali della consorteria della ‘Ndrangheta, conosciuta come Locale di Isola di Capo Rizzuto, e, in particolare, delle Cosche “Arena”, “Manfredi” e Nicoscia”.

Dopo i duri colpi subìti nel 2025 e all’inizio del corrente anno, le cosche hanno mantenuto la loro operatività con le modalità, già riscontrate nelle pregresse investigazioni, riproponendo i loro attuali organigrammi, dove sono stati inseriti ai cosiddetti elementi “veterani”, diverse “nuove leve” del panorama associativo locale. Questi hanno potuto avvalersi della collaborazione e del sostegno dei familiari o dei conviventi degli altri soggetti già detenuti poiché coinvolti nelle precedenti operazioni di polizia.

Nelle carte dell'inchiesta vengono anche documentate cinque estorsioni, aggravate dal metodo mafioso, commesse ai danni di un notissimo Circo itinerante, presente a Isola di Capo Rizzuto per una decina di giorni, nel giugno del 2024, di un esercizio della panificazione e di un supermercato, affiliato a una notissima catena internazionale, nonché a un’impresa edile del luogo e a un’azienda della provincia di Messina, che forniva il nolo dei mezzi a freddo a una società della provincia di Salerno, attiva nel territorio isolitano nella progettazione e nella realizzazione degli impianti elettrici, alla quale sono stati danneggiati diversi veicoli, con un danno, stimato in circa 500mila euro.

Confermata inoltre l’esistenza di una “bacinella”, alla quale attingere per sostenere economicamente le famiglie dei detenuti e corrispondere le relative spese legali, alimentata dalla fiorente e acclarata attività dell’approvvigionamento sia dell’hashish che dell’eroina, tramite i verificati canali napoletani, di Reggio Calabria e albanesi. Questi ultimi attestati nella periferia milanese e documentati con il sequestro di 1,1 chilogrammi di eroina, effettuato dai carabinieri della Compagnia di Scandicci (FI), l’8 ottobre 2024, su richiesta degli operanti. Proventi che sarebbero provenuti dal conseguente smercio delle sostanze stupefacenti nell’intera provincia di Crotone, soprattutto nei periodi estivi e delle feste sia natalizie che pasquali.

Custodia cautelare in carcere:
- Rosario Capicchiano
- Antonio Catanzaro
- Pietro Comberiati
- Giuseppe Fazio
- Tommaso Gentle
- Salvatore Nicola Guarino
- Antonio Lentini
- Giuseppe Francesco Liberti
- Antonio Manfredi
- Luigi Manfredi
- Pasquale Manfredi
- Bruno Simone Morelli
- Luigi Morelli
- Giuseppe Passalacqua
- Daiane Perziano
- Carmine Serapide
- Luigina Verterame
- Giuseppe Vittimberga
Custodia cautelare domiciliari:
- Antonio Morelli

