L'arte bianca
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birth Marco Antonio Imbrauglio acquista
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CROTONE Cominciata a sorgere all'inizio degli anni duemila sul crinale d'argilla che accompagna la via per Capocolonna, nella zona confinante subito dopo la fine del cimitero cittadino, la lottizzazione doveva trasformarsi in una delle “zone in” della città. Villette e fabbricati residenziali per professionisti e classe agiata crotonese, corredate da opere di urbanizzazione primaria (strade, illuminazione, fognature) da cedere poi all'Amministrazione comunale.

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Per molti residenti di via Taras, però, quel sogno, avviato ormai più di vent'anni fa, si sta trasformando in un vero e proprio grattacapo. Un “malessere” che, in questa settimana, era affiorato proprio attraverso le righe di questo giornale, con le rimostranze di alcuni cittadini sulla gestione della raccolta differenziata nel quartiere. Un “grimaldello” che ha evidentemente fatto scattare ulteriori e legittime doglianze da parte di altri residenti.

Le denunce dei residenti

A parlare adesso è Carlo Aracri, noto professionista medico del capoluogo ionico, che risiede da molti anni nella zona e che si è spesso occupato delle condizioni di degrado in cui versa la lottizzazione. Il professionista, oggi in quiescenza, ha infatti interloquito in più circostanze con gli uffici competenti comunali senza però ottenere - gentilezza e disponibilità a parte mostrata dai dipendenti nei diversi momenti di contatto - alcun risultato utile.

Ed è così che le strade continuano a essere un colabrodo che si rivelano una minaccia per le automobili, ma anche per i mezzi a due ruote dei residenti che, con le piogge, trasformano via Taras in un acquitrino. Ma c'è di più.

Il nodo della proprietà

A non fare dormire sogni tranquilli al dottor Aracri, così come agli altri residente del quartiere, è un terreno lasciato in completo stato d'abbandono al confine della lottizzazione, delimitato al momento da un muretto a secco in cemento. È questo un “regno selvaggio” popolata da erbacce e sterpaglie tipiche della terra brulla argillosa che costituiscono un rischio, sia per la presenza di animali e insetti selvatici, ma anche un pericoloso amplificatore per incendi ed eventi alluvionali.

«La cosa sconcertante - spiega il dottor Aracri in proposito - è che in Comune a Crotone non riescono a decifrare se il terreno è di loro proprietà, oppure se ceduto alla lottizzazione “Gramata” all'epoca dell'ok a costruire. Dietro questo “enigma”, però, tutto da sciogliere negli incarti tecnico-burocratici, restano i nostri disagi e le nostre ansie quotidiane nei periodi estivi e in quelli di piogge intense».

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