L'arte bianca
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affidato
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CROTONE Il giudice delle indagini preliminari, Assunta Palumbo, ha accolto la richiesta di custodia cautelare avanzata dal procuratore Domenico Guarascio e dal pm Rosaria Multari, per cinque dei 20 indagati nell’ambito dell’operazione “Teorema”, perché «era concreto e attuale il pericolo di inquinamento delle prove da acquisire».

In sostanza, sussisterebbe il pericolo della reiterazione del reato da parte dei destinatari del provvedimento. In particolare sarebbe stato il comportamento assunto dai fratelli Fabio e Francesco Manica (per il primo è scattata la misura cautelare in carcere e per il secondo l’obbligo di residenza fuori dal territorio della provincia di Crotone), perché dopo avere ricevuto l’avviso di garanzia, avrebbero «posto in essere un’ulteriore attività volta ad occultare le prove».

Gli investigatori della Guardia di finanza, titolari dell’indagine, «in sede di espletamento delle attività di perquisizione, rilevavano il trasferimento dalle sede della Sinergy allo studio legale di Manica Francesco di fogli manoscritti, redatti in forma di contabilità, con indicazioni di nomi di alcuni degli indagati ed importi, fogli che venivano rinvenuti mesi addietro, in occasione dell’avvio delle attività di intercettazione ambientale presso la sede della società Sinergyplus».

Il gip, quindi, scrive che «deve ritenersi sussistente e concreto il pericolo di inquinamento probatorio per Manica Fabio, Manica Francesco e Combariati Giacomo (titolare della Sinergyplus e destinatario della custodia cautelare in carcere, ndr) considerato che gli stessi hanno posto in essere una significativa attività di occultamento delle prove».

Oltre alle misure cautelari, il gip ha anche disposto gli arresti domiciliari per i professionisti Luca Bisceglia e Rosaria Luchetta per avere svolto funzioni di supporto costituendo apposite società impiegate per il giro delle presunte mazzette. L’indagine non si ferma ai documenti già acquisiti dagli investigatori, perché sono stati concessi altri sei mesi.

Prima di accogliere la richiesta di misure cautelare il gip ha voluto analizzare con la massima attenzione fatti e documenti. La scelta è stata fatta dopo qualche giorno di riflessione, evidentemente ci sono elementi di valutazione precisi. Sino ad oggi l’attività ha riguardato gli incarichi professionali dati con assegnazione diretta alla Provincia, ma anche nei Comuni di Crotone, dove non ci sono indagati, e ai Comuni di Cirò Marina e Isola Capo Rizzuto.

È un’indagine che va oltre la Provincia e a leggere la documentazione prodotta dagli investigatori e dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Crotone ha riguardato anche settori privati. Nella richiesta di misure cautelare personale c’è un paragrafetto che si intitola «incarichi e consulenze in ambito privatistico», dove si parla di «quelli conferiti dalla società Sygma Italia».

Si racconta di «una possibile traccia investigativa che potrebbe ricondurre il contatto tra Sygma Italia (società fornitrice di A2A, ndr) e la Sinergyplus». Secondo la Procura, tra le due società, avrebbe fatto da tramite l’imprenditore crotonese Gianni Vrenna che non risulta indagato nell'inchiesta. Non ci sono inquisiti, dunque, per il fatto, ma c’è una intercettazione che racconta in proposito di un colloquio intervenuto tra Giacomo Combariati e Gaetano Caccia.

«Combariati decanta le capacità gestionali di Fabio Manica, affermando che quest’ultimo avrebbe fatto un “importante favore” a Vrenna». Non si evince di quale favore si tratti, ma «Gianni Vrenna avrebbe ricambiato presentandogli l’amministratore delegato della società A2A». Una conoscenza che «avrebbe avuto importanti riverberi positivi dal punto di vista economico perché la Sinergyplus avrebbe iniziato ad effettuare lavori per Edison in Calabria».

Ci sono le fatture che confermerebbero il pagamento delle attività. Tutto certificato e senza irregolarità, compreso il rapporto che c’è tra Vrenna e A2A. Vrenna ha venduto ad A2A il termovalorizzatore costruito nell’area industriale utilizzato per la combustione di rifiuti speciali. La Procura scrive: «La suddetta interazione economica ha comportato una movimentazione per centinaia milioni di euro».

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