Terremoto giudiziario a Crotone: azzerati i vertici di Procura e Tribunale
Il Consiglio di Stato ribalta le decisioni del Tar e annulla le nomine del Csm per il procuratore Guarascio e la presidente Mingrone. Tutto da rifare per l'organo di autogoverno
CROTONE Un vero e proprio terremoto giudiziario si abbatte sui vertici della magistratura crotonese. Con due distinte sentenze depositate in data odierna, infatti, il Consiglio di Stato ha azzerato i vertici della Procura della Repubblica e del Tribunale di Crotone, annullando le delibere di nomina precedentemente assunte dal plenum del Consiglio Superiore della Magistratura (Csm).
I massimi giudici amministrativi hanno ribaltato le pronunce in primo grado del Tar del Lazio, che avevano inizialmente respinto i ricorsi, imponendo di fatto all'organo di autogoverno della magistratura di ridisegnare la guida dei due uffici giudiziari della città pitagorica.
Procura: accolto il ricorso di Tridico contro la nomina di Guarascio
Per quanto riguarda l'ufficio inquirente, il Consiglio di Stato ha annullato la delibera del dicembre 2024 con cui il Csm aveva nominato Domenico Guarascio alla guida della Procura.
La decisione giunge in seguito al ricorso presentato da Antonio Bruno Tridico, attuale sostituto procuratore a Cosenza e magistrato con una maggiore anzianità di servizio.
La tesi del ricorrente Secondo Tridico, il Csm non aveva adeguatamente valutato la pluralità e l'articolazione delle sue esperienze professionali (sviluppate anche nei settori civile, esecutivo, di sorveglianza e delle misure di prevenzione).
La decisione dei giudici Il Consiglio di Stato ha stabilito che i criteri interni del Csm impongono una valutazione complessiva della carriera. Un singolo segmento, seppur prestigioso (come i quasi dieci anni trascorsi da Guarascio alla Dda di Catanzaro), non può diventare il fattore esclusivo della scelta. Il Csm dovrà ora procedere a una nuova comparazione tra i candidati.
Tribunale: stop a Mingrone, passa la linea del principio di temporaneità
Scenario analogo per la presidenza del Tribunale. È stata infatti annullata la delibera del febbraio 2025 che aveva decretato il ritorno alla presidenza di Maria Luisa Mingrone, figura che aveva già guidato l'ufficio giudiziario crotonese dal settembre 2008 al settembre 2015.
Il ricorso era stato promosso da Massimo Forciniti, ex presidente di sezione dello stesso Tribunale, che contestava la legittimità della partecipazione al bando di Mingrone alla luce del principio di temporaneità degli incarichi direttivi.
Il principio di diritto: Il Tar del Lazio aveva respinto il ricorso poiché la magistrata non aveva completato per intero gli otto anni previsti prima di lasciare Crotone. Il Consiglio di Stato ha invece ribaltato la logica, sancendo che il divieto di riassegnazione scatta automaticamente dopo il provvedimento di conferma "per una sola volta", a prescindere dalla durata effettiva in mesi o anni del secondo mandato.
Ora la parola torna al Csm, chiamato a ridiscutere i profili e a colmare in tempi brevi il vuoto di potere creatosi al vertice della cittadella giudiziaria crotonese.

