Terremoto alla Procura di Crotone: due scenari dopo il caso Guarascio
L'ufficio potrebbe passare temporaneamente a un reggente. Il Csm dovrà intanto scegliere d'urgenza il nuovo capo: sul tavolo restano la stessa ridisegnazione o il sì a Tridico
CROTONE Chi guiderà la Procura della Repubblica presso il tribunale di Crotone in seguito alla decisione assunta dalla sezione settima del Consiglio di Stato di annullare la nomina di Domenico Guarascio? La ratio dice che per evitare che la Procura di Crotone rimanga priva di una guida, in attesa che il Consiglio superiore della magistratura, che aveva proceduto alla nomina di Guarascio, formuli un nuovo giudizio e proceda ad un incarico (riconferma o superamento), le funzioni di Procuratore capo dovrebbero essere assunte ad interim dal magistrato più anziano all'interno dello stesso ufficio (il Procuratore aggiunto o il sostituto più anziano) con funzioni di "reggente".
Queste sono di norma le procedure che sono state adottate in medesime circostanze. Sostanzialmente la Procura di Crotone non dovrebbe, al momento, cambiare l’impostazione data da Guarascio. Si dovrebbe andare avanti con una gestione provvisoria, così come disposto dai giudici di Palazzo Spada, mentre la pratica torna d'urgenza al Csm per una nuova nomina.
L'organo di autogoverno sarà impegnato ad effettuare una nuova valutazione comparativa tra Antonio Bruno Tridico, procuratore aggiunto di Cosenza che ha presentato il ricorso, e Guarascio. Il Compito che viene affidato al Csm è quello di correggere gli errori motivazionali evidenziati nella sentenza. Non potrà dare più peso al servizio prestato alla Direzione distrettuale antimafia come era successo nel 2024 al momento della nomina di Guarascio. Sono due i possibili scenari: il Csm potrebbe confermare la nomina di Guarascio, adducendo motivazioni diverse, che non contrastano con i paletti fissati dal Consiglio di Stato; mentre l'altro scenario potrebbe seguire la nomina di Tridico.


