Crisi Luo Digital Crotone: Confial attacca l'accordo nazionale
«operazione condotta in sordina e decisioni calate dall'alto»: il sindacato contesta la mancanza di trasparenza sulle decisioni romane che colpiscono centinaia di famiglie
CROTONE Il segretario regionale della confederazione, Fabio Tomaino, attacca il metodo utilizzato per l'accordo nazionale sui contratti di solidarietà e i licenziamenti collettivi: «Servono garanzie e verità». Di seguito il testo integrale della nota:
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Quanto sta accadendo nel sito di Luo Digital di Crotone è grave e preoccupante, innanzitutto per il metodo. Un’operazione di tale portata è stata condotta in sordina, senza che negli incontri aziendali e nelle interlocuzioni con i lavoratori si sia mai parlato chiaramente di esuberi, contratto di solidarietà, riduzione dell’orario di lavoro o uscite incentivate.
Eppure, dal verbale emerge un quadro tutt’altro che marginale. A fronte di un esubero strutturale e congiunturale dichiarato dall’azienda per 380 unità, su un organico complessivo di circa 3.033 lavoratori, le organizzazioni sindacali hanno condiviso la necessità di attivare un Contratto di Solidarietà difensivo della durata di nove mesi, con decorrenza dal 31 agosto 2026.
Il Contratto di Solidarietà interesserà una platea di circa 1.193 lavoratori, distribuiti tra le diverse unità produttive di Molfetta, Taranto, Crotone, Concorezzo, Roma e altre sedi, con una riduzione media complessiva dell’orario di lavoro che potrebbe arrivare al 35% e che inciderà comunque in maniera importante sui cedolini paga dei lavoratori.
Parallelamente, il verbale prevede l’avvio di una procedura di mobilità e licenziamento collettivo per un massimo di 150 unità su scala nazionale. Anche in questo caso, però, non vengono stabiliti criteri chiari di distribuzione tra i diversi siti, né il numero dei lavoratori interessati in ciascuna sede e, soprattutto, quali figure professionali potrebbero essere coinvolte.
Parliamo, dunque, di scelte destinate a incidere sull’orario di lavoro, sulle retribuzioni e sulla stabilità occupazionale di circa 200 famiglie del territorio crotonese. Aspetti cruciali che non risultano essere stati preventivamente illustrati e condivisi con i lavoratori attraverso assemblee, né sottoposti alla loro valutazione sulla base di un mandato chiaro.
La preoccupazione è accresciuta dalle comunicazioni contraddittorie delle ultime ore. Un documento delle 3 organizzazioni sindacali nazionali include espressamente Crotone tra le sedi coinvolte, mentre attraverso informali messaggi WhatsApp si sostiene che il sito crotonese non sarebbe interessato. Ma se Crotone compare nella platea del Contratto di Solidarietà, in quale misura saranno coinvolti i suoi lavoratori? Quale sarà la percentuale di riduzione dell’orario? Quale sarà l’incidenza effettiva sulle buste paga? Il sito sarà interessato anche dalla procedura delle uscite incentivate?
Ma c’è una domanda che precede tutte le altre: esiste realmente una crisi nel sito produttivo crotonese? Se qualcuno lo sostiene, deve dimostrarlo con atti, bilanci, dati economici, volumi produttivi e andamento delle commesse. Non con dichiarazioni generiche o rassicurazioni affidate a messaggi informali. Non si può confondere la condizione di una sede potenzialmente virtuosa con quella di altri siti che potrebbero presentare situazioni economiche e organizzative completamente differenti.
Abbiamo già visto dove possono condurre gli accordi costruiti nelle stanze romane, lontano dai luoghi di lavoro. È accaduto nella vicenda "060606–Chiama Roma", nella quale abbiamo denunciato il tentativo di barattare, o camuffare, la clausola sociale con una clausola di territorialità destinata a privilegiare le aziende romane, penalizzando le professionalità e l’occupazione crotonese.
Non consentiremo che lo stesso metodo venga riproposto sulla pelle di circa 200 lavoratrici e lavoratori di Luo Digital a Crotone che egregiamente gestiscono commesse per Poste Italiane. Colpisce la distanza tra ciò che alcune organizzazioni sindacali dichiarano pubblicamente e ciò che poi sottoscrivono nei tavoli nazionali. Si entra nelle aziende per chiedere ai lavoratori di aderire a scioperi contro determinate scelte nazionali; nelle riunioni a porte chiuse, però, si assumono decisioni che sembrano andare nella direzione opposta, senza un coinvolgimento preventivo delle persone direttamente interessate.
La partecipazione non può essere invocata quando serve l’adesione a una protesta e dimenticata quando si decide il futuro occupazionale. Questa contraddizione indebolisce la fiducia dei lavoratori e tradisce il significato stesso della rappresentanza.
La vicenda è ancora più seria perché si inserisce in un contesto nel quale vengono segnalati da tempo disagi, disparità e una gestione discrezionale di diritti fondamentali: dal lavoro agile alle ferie, fino alla possibilità di assistere un familiare in condizioni di fragilità. Una condizione che alimenta insicurezza, senso di ricatto e disparità di trattamento e che avrebbe dovuto essere affrontata parlando concretamente di sicurezza, organizzazione del lavoro, dignità e benessere delle persone.
Invece, nelle rare occasioni in cui alcune organizzazioni sindacali entrano in azienda, i problemi reali sembrano rimanere fuori dalla porta. La tutela non si esercita con slogan, convegni o riunioni riservate alle quali i lavoratori non possono partecipare.
Per noi il sindacato deve seguire il percorso contrario: partire dal basso, entrare nei luoghi di lavoro per ascoltare e prendere sotto braccio le persone, trasformare i loro disagi in rivendicazioni collettive e garantire una partecipazione attiva alle decisioni che riguardano il loro futuro.
Nei prossimi giorni coinvolgeremo formalmente Poste Italiane e le istituzioni locali per costruire un fronte comune a difesa del sito produttivo crotonese. Ogni progetto di crescita e rilancio del territorio deve cominciare dalla difesa di ciò che già ci appartiene: l’occupazione, le professionalità e le aziende che producono e operano correttamente.
Fabio Tomaino - Segretario regionale confederale Confial Calabria



