"Case fantasma" a Belvedere di Spinello: notificati 4 avvisi di garanzia
Nel mirino due immobili realizzati su terreni di proprietà del Comune e mai censiti al catasto. Indagato un unico nucleo famigliare: uno dei componenti è amministratore comunale

BELVEDERE DI SPINELLO Prime risultanze sulle cosiddette “case fantasma”. Sono stati infatti individuati due Immobili mai accatastati e realizzati interamente sul suolo comunale con la contestuale notifica di quattro informazioni di garanzia a carico dei responsabili.
Il caso fu oggetto di un “blitz” di Striscia la notizia lo scorso 8 gennario quando una troupe del tg satirico di Mediaset, capeggiata dal giornalista Michele Macrì, fece irruzione negli uffici del Comune per fare chiarezza sul fenomeno di presunta illegalità, contestando le posizioni di alcune abitazioni riconducibili ad amministratori e dipendenti comunali. Il sindaco Tonino Amato annunciò, nell'immediatezza del “blitz”, battaglia legale al tg satirico.
Nel frattempo, però, sono invece scattati gli avvisi di garanzia per quattro persone residenti nel comune del Crotonese, una delle quali facente parte della stessa amministrazione comunale.
Secondo quanto emerso nel corso degli accertamenti, i quattro soggetti, dello stesso gruppo famigliare, risultano indagati per il reato di invasione di terreni ed edifici nonché per violazioni del Testo unico sull’edilizia, in relazione alla presenza di due immobili da loro utilizzati, realizzati su terreni di proprietà del Comune di Belvedere di Spinello e mai censiti al catasto.
Si tratta di una circostanza che ha portato all’avvio delle verifiche da parte dei militari dell’Arma, impegnati a ricostruire la natura delle opere e la regolarità della loro collocazione su aree pubbliche. Entrambe le unità immobiliari sono state oggetto di Ordinanza di demolizione emessa dall’Ufficio tecnico del Comune di Belvedere di Spinello.
L’attività investigativa, ancora in corso viene condotta in stretto raccordo con la Procura della Repubblica di Crotone, guidata dal procuratore Domenico Guarascio, e punta a reprimere ogni possibile forma di utilizzo illecito del suolo e di trasformazione non autorizzata del territorio.


