Sanità, Cnddu nel "coro": «Il nuovo ospedale di Crotone è svolta storica»
Pesavento (CNDDU): «Ora trasformare rapidamente le risorse in un ospedale moderno, efficiente e vicino ai cittadini»
Crotone. Il via libera della Conferenza Stato-Regioni allo stanziamento di 300 milioni di euro, finanziati attraverso le risorse INAIL, per la realizzazione del nuovo ospedale di Crotone rappresenta un passaggio destinato a incidere profondamente sul futuro della sanità calabrese e sulle prospettive di sviluppo dell'intero territorio crotonese.
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani accoglie con favore una decisione che risponde a un'esigenza attesa da molti anni e che offre finalmente la possibilità di dotare la città di una struttura sanitaria moderna, adeguata ai bisogni della popolazione e all'altezza delle sfide poste dalla medicina contemporanea.
Il CNDDU esprime apprezzamento per il lavoro istituzionale che ha consentito di raggiungere questo importante risultato, riconoscendo il valore della collaborazione tra Governo, Regione Calabria e Amministrazione comunale. In tale contesto assume particolare rilievo la dichiarazione del sindaco Vincenzo Voce, che ha definito l'approvazione del finanziamento «un passo storico per il diritto alla salute», ribadendo l'impegno del Comune ad assicurare la massima rapidità nello svolgimento delle procedure amministrative necessarie all'avvio dell'opera.
«Condividiamo la soddisfazione espressa dal sindaco Voce – dichiara il presidente nazionale del CNDDU, Romano Pesavento – perché un territorio non cresce soltanto attraverso le infrastrutture produttive, ma soprattutto quando investe nei servizi essenziali che incidono direttamente sulla qualità della vita delle persone. Un ospedale moderno significa sicurezza, dignità, prossimità delle cure e maggiore fiducia nelle istituzioni.»
Per il presidente del CNDDU, tuttavia, il finanziamento costituisce soltanto l'inizio di un percorso che richiederà responsabilità amministrativa, capacità progettuale e continuità istituzionale.
«Le risorse economiche rappresentano una straordinaria opportunità – prosegue Pesavento – ma saranno i tempi di realizzazione, la qualità della progettazione, il reclutamento del personale sanitario, l'innovazione tecnologica e l'efficienza organizzativa a determinare il vero successo dell'intervento. I cittadini giudicheranno i risultati sulla base dei servizi ricevuti, non degli annunci.»
Secondo il CNDDU, il nuovo ospedale potrà contribuire anche a contrastare fenomeni che da anni penalizzano il Mezzogiorno, come la mobilità sanitaria, lo spopolamento e la perdita di fiducia nelle istituzioni pubbliche.
«Quando una famiglia è costretta a lasciare il proprio territorio per ricevere cure adeguate – osserva ancora Pesavento – non affronta soltanto un disagio sanitario, ma vive una condizione che mette alla prova il principio di uguaglianza sancito dall'articolo 3 della Costituzione. Ridurre queste distanze significa rafforzare la coesione sociale e offrire nuove prospettive di sviluppo alle comunità locali.»
Il Coordinamento richiama inoltre il valore educativo che investimenti di questa portata possono assumere nei confronti delle nuove generazioni.
«La scuola deve aiutare gli studenti a comprendere che la cittadinanza attiva si costruisce anche attraverso la cura dei beni comuni. Un ospedale pubblico efficiente non appartiene soltanto a chi vi lavora o a chi vi si cura: appartiene all'intera comunità e rappresenta uno dei luoghi nei quali si misura la credibilità dello Stato.»
Il CNDDU auspica che il finanziamento approvato dalla Conferenza Stato-Regioni possa tradursi rapidamente nell'apertura dei cantieri e, successivamente, nella realizzazione di un presidio sanitario moderno, capace di rispondere alle esigenze dei cittadini e di diventare un punto di riferimento per l'intera Calabria ionica.
«Le grandi opere acquistano valore – conclude Romano Pesavento – quando riescono a cambiare concretamente la vita delle persone. Il nuovo ospedale di Crotone sarà davvero una svolta storica se contribuirà a rendere più forte la sanità pubblica, più coese le comunità e più credibili le istituzioni agli occhi dei cittadini.»




