Progressisti Qpo al vetriolo sulla giunta Voce: «Un comunicatificio»
Il gruppo politico critica il silenzio del sindaco sull'incidente A2a, il mancato ricorso e la totale assenza di pianificazione su bonifica, ambiente e turismo
CROTONE L'infortunio sul lavoro nello stabilimento A2a e la controversia sul mancato ricorso al Consiglio di Stato riaccendono lo scontro politico. L'associazione e gruppo politico Progressisti Qpo ha diffuso una dura nota contro la gestione cittadina, partendo dal recente fatto di cronaca.
«Prima di qualsiasi nostra considerazione sul brutto e odioso pasticciaccio di A2a», precisa il gruppo di Progressisti Qpo, «il mancato ricorso del comune di Crotone al Consiglio di Stato, ci soffermiamo sul recentissimo e gravissimo incidente avvenuto nello stesso stabilimento con tre lavoratori rimasti ustionati, ai quali auguriamo pronta guarigione e che ci consente di dire ad alta voce, senza se e senza ma, basta morti e infortuni sui posti di lavoro».
In merito alle responsabilità e alla vulnerabilità dell'area industriale, gli esponenti del movimento puntano il dito contro le logiche produttive: «Morti e infortuni che non sono incidenti», affermano i rappresentanti di Progressisti Qpo, «ma sono responsabilità di chi antepone il profitto e la produttività alla tutela della vita umana».
La nota esprime inoltre forti timori per i rischi ambientali legati a impianti ad alto impatto. «E non osiamo pensare agli eventuali incidenti», incalza la compagine politica, «che potrebbero capitare in uno stabilimento critico e pericoloso come il termovalorizzatore di proprietà di A2a in caso di eventi disastrosi e catastrofici, sempre possibili in territori deboli e fragili come quello crotonese».
Le critiche all'amministrazione municipale
I Progressisti Qpo censurano l'assenza di prese di posizione da parte dei vertici comunali, mettendo nel mirino la comunicazione istituzionale. «Occasione questa che, tra l’altro, ci permette di rimarcare e stigmatizzare ancora una volta», contestano i dirigenti di Progressisti Qpo, «l’ennesima volta, il silenzio assordante, tremendamente assordante del primo cittadino su questo incidente sul lavoro».
Il giudizio sulla conduzione dell'ente municipale si fa particolarmente duro. «Tragicamente assordante atteso che il Comune di Crotone, in questi ultimi anni», incalzano gli esponenti del gruppo, «è sembrato più che la casa comune dei crotonesi un comunicatificio. Un comunificatificio della menzogna e delle falsità per distrarre le persone. L’intera comunità». Viene rimarcato come si tratti di: «Un silenzio inspiegabile e inspiegato che ci allarma», ribadisce Progressisti Qpo, «anche per le cose che diremmo appresso, e che ci costringe a cattivissimi pensieri».
Pianificazione provinciale e politiche industriali
La nota allarga poi lo sguardo alla carenza di strumenti urbanistici, evidenziando tra le criticità: «La mancata adozione del Piano territoriale di coordinamento provinciale da parte della Provincia di Crotone», sottolinea il movimento politico, «che definendo le scelte strategiche che riguardano le infrastrutture viarie, le aree di interesse ambientale da salvaguardare e le ipotesi di sviluppo territoriale, tra cui il sistema dell’economia circolare, energia e rifiuti, avrebbe potuto aiutare il comune di Crotone e gli altri 26 comuni della provincia a meglio districarsi nelle complesse questioni del sistema energetico e del sistema dei rifiuti».
Un altro nodo centrale riguarda le vertenze per il fabbisogno occupazionale e la riclassificazione del territorio. La nota denuncia infatti: «Il mancato riconoscimento da parte della Regione Calabria di Crotone come area di crisi industriale complessa», spiegano i rappresentanti di Progressisti Qpo, «al posto del riconoscimento di area di crisi industriale semplice che ha tagliato la città e l’intero territorio provinciale fuori dalle grandi questioni dell’industria e del lavoro relegandoli al ruolo di sito d’interesse nazionale di secondo o, ancor meglio, o di terzo livello, in cui, mancando una seria e vera proposta delle attività di post bonifica, non è rimasta e non rimane che la debole e fragile proposta di bonifica che tutti i crotonesi hanno conosciuto e sperimentato e conoscono e sperimentano quotidianamente sulla propria pelle».
Distretto energetico e transizione ecologica
Il documento rievoca anche i passaggi consiliari del passato legati alla sostenibilità ambientale, lamentando: «La mancata realizzazione del Distretto produttivo regionale funzionale alla transizione ecologica e digitale», ricorda la formazione politica, «che, con una delibera di consiglio comunale, grazie anche e soprattutto al preziosissimo e fondamentale lavoro delle forze di opposizione di quel periodo, fu adottata all’unanimità».
Secondo il gruppo, quell'iniziativa avrebbe dovuto contrastare un assetto penalizzante. «Scelta questa che oltre al valore strategico e trasformativo dell’area territoriale provinciale», evidenziano gli esponenti di Progressisti Qpo, «doveva essere instrumental anche per l’annullamento di quel decreto legge regionale che istituì il famigerato e odiosissimo Distretto energetico regionale. Distretto energetico seppur solo sulla carta e servito solo per mettere a terra il disordine e il caos in campo energetico di cui, e non da oggi, stiamo pagando le conseguenze in termini di salute dei cittadini e di salubrità del territorio».
La narrazione turistica e il passato industriale
In conclusione, i Progressisti Qpo contestano il racconto ufficiale sulla vocazione economica della città, denunciando: «Il mancato riconoscimento della storia industriale di Crotone», sostengono i componenti del gruppo, «uno dei maggiori distretti industriali della chimica e della metallurgia e dell’agroalimentare di tutto il Meridione. Storia industriale relegata e derubricata e raccontata come piccola storia. E rimossa dalla storia della città. E dalla memoria individuale e collettiva della comunità».
La stoccata finale è rivolta al comparto turistico e alla narrazione dell'amministrazione. «Con il malcelato tentativo di costruire uno storytelling, fatto solo di proclami ed annunci», attaccano i rappresentanti di Progressisti Qpo, «tutto incentrato sulle magnifiche sorti e progressive di un’economia fondata sul turismo e sulla cultura e sull’agricoltura, del tipo "Turisti tutto l’anno, dalle crociere la lezione per destagionalizzare" che cozza fortemente con la notizia che tutti i lidi di Crotone hanno già abbassato le saracinesche delle loro attività. Un’operazione, quella del turismo, dal sapore emotivo che, tra l’altro, così come esplicitata non esiste e se, ove e pure, esistesse riguarderebbe solo l’industria turistica e culturale e agroalimentare».
Per rifondare la proposta politica, la nota richiama infine lo studio di Chiara Moroni: «L’esigenza di sviluppare il discorso politico su più piani contemporaneamente», conclude il comunicato di Progressisti Qpo citando la studiosa, «e il dover innescare il giusto equilibrio tra valutazione razionale e scelta emotiva, trova uno strumento eccellente nella narrative».


