Scarichi e fumi fuorilegge: blitz su attività tra Crotone, Cirò e Isola
Operazione del Nucleo ambientale della Capitaneria: denunciati i titolari di un autolavaggio, un marmificio e un frantoio. Sanzione da cinquemila euro per una delle strutture
CROTONE Tre attività commerciali nei guai, scarichi abusivi stoppati e fumi non autorizzati scoperti tra la costa e l'entroterra: è il bilancio del blitz condotto dai militari del Nucleo di Polizia Ambientale della Capitaneria di porto - Guardia Costiera di Crotone.
Le ispezioni e i controlli sul territorio
Continuano le attività di controllo finalizzate alla prevenzione e contrasto degli illeciti in materia ambientale da parte dei militari della Capitaneria di porto. Sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Crotone, i militari hanno effettuato diverse attività ispettive ad attività commerciali ubicate nella provincia ed ulteriori verifiche ad attività commerciali, già oggetto di precedenti accertamenti, al fine di verificare l'avvenuta ottemperanza alle prescrizioni ambientali che erano state impartite.
I tre casi accertati: autolavaggio, marmificio e frantoio
Nel corso dei controlli sono stati accertati illeciti penali a carico di tre attività commerciali. In particolare, in un'attività destinata ad autolavaggio operante nel Comune di Cirò Marina è stata accertata la gestione illecita dei fanghi provenienti dalla depurazione delle acque di lavaggio delle autovetture e la mancanza di autorizzazione allo scarico delle acque reflue industriali prodotte.

In una attività commerciale destinata a marmificio, operante nel Comune di Crotone, i militari hanno accertato lo svolgimento delle varie lavorazioni in assenza della prescritta autorizzazione alle emissioni in atmosfera, obbligatoria per l'attività commerciale ispezionata a causa delle polveri prodotte dalla lavorazione del marmo. Infine, in un frantoio oleario in precedenza ispezionato, operante nel Comune di Isola Capo Rizzuto, è stata accertata la mancanza di autorizzazione allo scarico delle acque reflue industriali prodotte oltre all'illecita gestione delle acque di vegetazione prodotte.
Le denunce e la regolarizzazione
In considerazione delle violazioni accertate i tre titolari delle attività ispezionate sono stati deferiti alla locale Procura della Repubblica per diverse ipotesi di reato previste dal Testo unico ambientale.
In seguito a tali accertamenti il frantoio oleario ispezionato ha provveduto a regolarizzare la propria attività lavorativa ottemperando alle prescrizioni ambientali a suo tempo impartite procedendo altresì al pagamento delle sanzioni pecuniarie previste, pari a 5.000 euro, regolarizzando la propria attività commerciale che potrà proseguire nel rispetto delle norme e dell'ambiente.


