L'arte bianca
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affidato
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CROTONE L'approvazione della determinazione dirigenziale numero 2793 del 17 settembre 2026, relativa ai lavori di ristrutturazione della piscina ex Coni, ha riacceso il dibattito politico a Crotone sui costi e sulle scelte progettuali dell'opera pubblica finanziata con i fondi del Contratto istituzionale di sviluppo (Cis). Il gruppo consiliare d'opposizione «Insieme per la nostra Crotone» (Giuseppe Trocino, Massimo Criscuolo, Alfonsino Gaetano e Mario Venneri) è intervenuto duramente sulla vicenda, evidenziando come «dai trionfalismi della giunta sulla ex piscina Coni si è passati al conto salato per le casse comunali». 

CALABRIA VERDE ANTINCENDIO 2026
CALABRIA VERDE ANTINCENDIO 2026
Da sinistra: Trocino, Gaetano, Venneri e Criscuolo

Secondo quanto riportato nella documentazione citata dai consiglieri, il quadro economico dell'intervento ha subito un incremento rilevante rispetto alle previsioni originarie. «La determinazione dirigenziale n. 2793 del 17 settembre 2026, con cui è stata approvata la perizia di variante n. 2 per i lavori alla piscina ex Coni, certifica un aumento netto dell'importo dei lavori del +39,65%, facendo schizzare la spesa per il solo cantiere da 4,13 a oltre 5,72 milioni di euro». Gli esponenti della minoranza sottolineano inoltre l'impatto sul costo complessivo dell'opera: «Se poi si guarda al quadro economico complessivo dell'opera, il totale sale alla cifra di 6.842.464,88 euro, polverizzando il finanziamento iniziale di 6,2 milioni accordato con i fondi Cis». 

Le criticità tecniche e l'azzeramento degli arredi

Entrando nel merito dei dettagli tecnici contenuti nella perizia di variante e nei relativi elaborati, l'opposizione mette in luce diverse incongruenze che avrebbero portato alla lievitazione delle spese. In particolare, il gruppo sottolinea come «la variante viene justified con le "condizioni ambientali marine" (classificate come evento imprevisto ed imprevedibile) e le criticità del policarbonato. Viene da chiedersi se chi ha redatto il progetto esecutivo originario sapesse che la piscina sorge a pochissimi metri dal mare. Per rimediare a questa clamorosa svista e sostituire la copertura in policarbonato con quella in vetro, la collettività pagherà un extracosto di ben 1.114.979,46 euro».

I lavori di edificazione dell'impianto 

Ulteriori dettagli contabili sollevati nella nota riguardano omissioni nel computo metrico originario e riallocazioni delle risorse di bilancio. «Tra le voci di spesa della perizia - scrivono i consiglieri - compare testualmente la dicitura "quantità impalcati e soletta omesse" per circa 12mila euro. Non parliamo di imprevisti geologici emersi in corso d'opera, ma di interi pezzi di solaio dimenticati nel computo metrico posto a base di gara». 

Per far fronte alla copertura finanziaria, i consiglieri evidenziano che «per coprire lo sforamento del finanziamento pubblico, l'amministrazione sta impegnando 594.551,46 euro di fondi propri presi direttamente dal bilancio dell'ente. E come se non bastasse, per fare spazio alle spese di cantiere lievitate, la voce destinata ad arredi e forniture è stata totalmente azzerata, passando da 260mila euro a zero. Il rischio concreto è quello di consegnare ai cittadini una cattedrale nel deserto spoglia e inagibile». 

Interrogazione consiliare e segnalazione alla magistratura contabile

Alla luce delle variazioni economiche e progettuali riscontrate, la rappresentanza consiliare esprime forti perplessità sulla gestione e sulla conclusione dei lavori, ponendo l'interrogativo se «questa possiamo considerarla davvero l’ultima variante o, visto il trend e considerato il detto non c’è due senza tre, i cittadini crotonesi devono mettersi nell'animo di attenderne presto un'altra?».

Per chiarire i passaggi amministrativi che hanno condotto all'adozione dell'atto, i consiglieri comunali Giuseppe Trocino, Massimo Criscuolo, Alfonsino Gaetano e Mario Venneri hanno intrapreso formali azioni istituzionali. «Di fronte a un quadro di tale gravità, il gruppo consiliare "Insieme per la nostra Crotone" ha depositato un'articolata interrogazione a risposta scritta con la quale i consiglieri comunali pretendono di sapere dal sindaco e dalla giunta chi abbia validato un progetto così lacunoso, per quale motivo non siano state avviate azioni di rivalsa nei confronti dei progettisti e se la perizia di variante sia stata trasmessa all'Anac, anche per il tramite del segretario generale nella sua qualità di responsabile della prevenzione della corruzione».

Infine, l'opposizione ha confermato la volontà di adire le autorità di controllo contabile: «Trattandosi di cifre enormi e di una gestione contabile che solleva pesanti interrogativi, preannunciamo contestualmente l'invio di tutta la documentazione e della determina n. 2793 alla procura regionale della Corte dei conti per l'accertamento di eventuali ipotesi di danno erariale».

Piscina Coni, lievitano di circa 1,5 milioni i costi di riqualificazione