L'arte bianca
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affidato
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CROTONE Dovrebbero essere intorno a 300 i candidati al consiglio comunale di Crotone che, il 24 e 25 maggio prossimi, si contenderanno i 32 seggi disponibili. Non sono molti, perché nel passato i numeri dei candidati hanno sfiorato anche il migliaio.

È evidente che c’è stato il “gran rifiuto” da parte di diversi cittadini che sono stati condizionati dalle notizie che arrivano dal Palazzo di giustizia, dove si indaga su un presunto malaffare che vede coinvolti, in prima persona, esponenti di primissimo piano della politica, più un congruo numero di professionisti che dalla politica hanno ottenuto incarichi fortemente remunerativi. 

In molti, quindi, hanno fatto la scelta di vivere tranquilli. I numeri dicono anche che la politica ha avuto difficoltà a reclutare candidati, sia nel campo progressista, che ha candidato a sindaco l’avvocato Giuseppe Trocino, che in quello del centrodestra, che ha candidato a sindaco l’uscente Vincenzo Voce. Potrebbe anche esserci un terzo candidato: Fabrizio Meo.

Tre candidati a sindaco senza tessera di partito non rappresenta un segnale positivo per la politica. Significa che tutti i partiti hanno avuto difficoltà a individuare un proprio rappresentante. Questo non è avvenuto perché le proposte civiche erano più appetibili sul piano della qualità politica, ma perché negli ultimi anni non sono state messe in campo attività per individuare e far crescere la classe dirigente del futuro.

Le difficoltà dei partiti si evincono anche prendendo atto del fatto che alcune liste mancano e quelle che esistenti sono frutto di operazioni last minute. C’è la rappresentanza di Forza Italia, partito più votato a tutte le recenti elezioni, ma per raggiungere il numero necessario di candidati ha dovuto fare l’accordo con Libertà è democrazia. I simboli di FI e Libertà è democrazia, partito sconosciuto ai più, capeggiano in condominio una lista. In questa lista ci sono anche i candidati di Noi moderati.

In questa tornata elettorale manca la Lega e di questa assenza nessuno ne parla. Evidentemente a Crotone questo partito non è rappresentativo. Fratelli d’Italia, per restare nel centrodestra, ha dovuto accogliere di tutto e di più, oltre alla propria rappresentanza tradizionale. Non c’è la lista con il simbolo di Noi moderati. I rappresentanti di questo partito, quelli che hanno votato alle recenti elezioni regionali, sono divisi tra centrodestra e centrosinistra.

A fare da equilibrista tra i due gruppi c’è il vicecoordinatore regionale del partito, Sergio Torromino, che ha ufficializzato il suo appoggio alla coalizione che sostiene Voce, ma che ha dato due nomi di candidati per la lista che sostiene Trocino. Verrebbe da dire che Torromino è uno e trino, perché è in cielo in terra e in ogni luogo. Nel Campo progressista mancano alcuni simboli.

Non c’è Avs, che ha partecipato al confronto per la scelta del candidato a sindaco marcando il territorio. Si dice che Avs non c’è per mancanza di rappresentanti. Avrebbe un solo candidato. L’acqua è poca e la papera non galleggia. Per potere presentare una lista ci vogliono almeno 21 candidati. Avs avrebbe dovuto aprire la campagna acquisti importando qualche straniero.

C’è una sola lista che raccoglie il Movimento 5 stelle e Demos. La stessa operazione che nel centrodestra ha fatto celebrando il matrimonio con Libertà e democrazia. In questa competizione elettorale c’è il sospetto che i partiti abbiano più generali che truppe.

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