Capocasale: Crotone dimenticata, basta bluff elettorali su treni e Ss 106
Il leader di Krotone da Vivere attacca la politica degli annunci: la linea ferroviaria è ferma al secolo scorso e la nuova Statale jonica resta un miraggio senza fondi
CROTONE «Lo Jonio non ha bisogno di promesse elettorali. Ha bisogno di infrastrutture. Con l’avvicinarsi delle elezioni politiche per il rinnovo della Camera dei deputati e del Senato, assisteremo inevitabilmente a una nuova stagione di annunci sulla Ferrovia Jonica e sulla Strada Statale 106». È quanto scrive in una riflessione rivolta alla stampa Giovanni Capocasale, coordinatore del movimento civico “Krotone da vivere”.
«Ascolteremo promesse – commenta –, finanziamenti, cronoprogrammi e grandi opere. Ci diranno che la costa jonica diventerà strategica per il Mezzogiorno. In pratica, ci prometteranno perfino la Luna. I cittadini della provincia di Crotone, però, hanno imparato a distinguere gli annunci dalla realtà».
Il "Patto per lo Jonio"
«Accogliamo con favore la nascita del Patto per lo Jonio – scrive Capocasale –, promosso dal Consiglio comunale di Crotone. È un’iniziativa importante che sosteniamo convintamente, perché solo un fronte istituzionale unito può riportare al centro dell’agenda politica il diritto allo sviluppo della fascia jonica. Ma proprio questo Patto dovrà pretendere fatti concreti».
I ritardi della Ferrovia Jonica
«Dopo quasi dieci anni di lavori – sottolinea Capocasale –, l’elettrificazione della Ferrovia Jonica è ancora incompleta. Lungo la tratta Sibari–Crotone–Catanzaro Lido sono stati installati centinaia di pali che dovranno sostenere la linea elettrica, ma in gran parte del percorso devono ancora essere posati i cavi di alimentazione, completate le sottostazioni elettriche, realizzati gli impianti tecnologici e conclusi i collaudi (fonte ufficiale Rfi)».
«È per questo che, nonostante i lavori visibili – ribatte Capocasale –, i nuovi treni continuano a viaggiare con “motori diesel”. Sono convogli moderni, confortevoli e tecnologicamente avanzati, ma costretti a funzionare su un’infrastruttura che moderna non è ancora. In altre parole, sembrano treni del XXI secolo, ma sono obbligati a viaggiare come le “vecchie littorine” perché manca l’elettrificazione della linea».
«Se i lavori procedessero senza ulteriori rallentamenti – auspica Capocasale –, l’opera potrebbe essere completata nel 2028. Ma il problema è che questa infrastruttura accumula ritardi da quasi un decennio. Se dovessero continuare i rinvii che hanno caratterizzato questi anni, il rischio concreto è che il completamento slitti fino al “2030”».
Il nodo della Statale 106
«Anche sulla Statale 106 – incalza Capocasale – assistiamo allo stesso copione. Si parla continuamente di completamento della “nuova Jonica”, ma troppo spesso gli interventi si fermano a Sibari, mentre il tratto verso Crotone continua ad attendere risposte».
Come Krotone da Vivere «accogliamo con favore il parere ambientale positivo sulla nuova SS106 tra Sibari e Crotone. È un passaggio fondamentale, ma da solo non basta. Senza lo stanziamento dei 4,2 miliardi di euro necessari e senza un cronoprogramma certo, il rischio è che i cittadini assistano all’ennesimo annuncio senza vedere mai “l’apertura dei cantieri” ed invece ci sarà la solita richiesta di voti».
La richiesta di pari dignità
«La provincia di Crotone – evidenzia Capocasale – non chiede privilegi. Chiede pari dignità rispetto al resto della Calabria. Per questo il Patto per lo Jonio dovrà diventare una forza capace di ottenere tempi certi, cronoprogrammi verificabili e investimenti sull’intera fascia jonica, non soltanto fino a Sibari. Noi di Krotone da Vivere sosterremo ogni iniziativa che abbia un solo obiettivo: rompere definitivamente l’isolamento infrastrutturale della provincia di Crotone».
«Perché il futuro dello Jonio – conclude Capocasale – non si costruisce con gli annunci elettorali, ma con cantieri che si aprono, lavori che si concludono e infrastrutture che finalmente entrano in funzione. I crotonesi meritano di non essere più presi in giro “per una manciata di voti” chiesti dal candidato di turno».


