Fuga dei giovani, Crotone è terza al Sud: serve un piano concreto
I dati Istat pubblicati dal Sole 24 Ore confermano il crollo del 12,1% dei ragazzi tra i 18 e i 35 anni. Per invertire la rotta non bastano i proclami, servono studi e provvedimenti mirati
CROTONE Quando i giovani fuggono i territori sono destinati a morire. La morte è certa se a lasciare la terra natia sono i giovani più qualificati. Il Sole 24 ore di oggi pubblica i dati di una elaborazione che riguarda i numeri dell’Istat sulla fuga dei giovani dal sud Italia. In questi dati fortemente negativi c’è anche Crotone.
Secondo l'Istat «dal 2019 a oggi la popolazione tra i 18 e i 35 anni residente nelle regioni meridionali si è ridotta del 7,6% mentre nel nord Italia è crescita del 4,8%».
Il fenomeno della fuga dei giovani interessa anche l’intero paese Italia, visto che sempre più giovani preferiscono trasferirsi nelle realtà europee più avanzate e nei continenti che offrono maggiori garanzie sulla qualità della vita e della crescita professionale.
Tornando alla situazione delle regioni del Sud, i dati elaborati dal Sole 24 ore dicono che “le contraddizioni più marcate interessano il Sud Sardegna (-13%), Isernia (-12.2%), Crotone (-12.1%), Oristano (-12,1%), Potenza (-12%) e Reggio Calabria (- 11,9%).
In questa graduatoria negativa Crotone occupa il terzo posto ed è staccato dal secondo posto dallo 0,1%. Il trend negativo è anche in crescita. In sostanza l’esodo dei giovani, altamente qualificati, è l’unica cosa che cresce alle nostre latitudini.
Non c’è dubbio che molti dei giovani che fuggono resterebbero a lavorare a Crotone, se le prospettive di lavoro e della qualità della vita sarebbero migliori di quelle attuali.
C’è bisogno di invertire la rotta individuando il settore in cui investire per rilanciare il territorio. Non proclami, ma uno studio preciso. Non basta dire il turismo o l’agricoltura di qualità. Oltre ai proclami, insomma, occorre stabilire cosa fare concretamente per rendere appetibile il territorio agli investimenti.