Gdf in Comune a Crotne: confronto a porte chiuse nella stanza del sindaco
Militari a colloquio con Voce e il dirigente Marano. Massimo riserbo sui motivi della visita, ma cresce l’apprensione nel palazzo dopo i recenti sviluppi dell'inchiesta "Teorema"
CROTONE Gli investigatori della Guardia di finanza sono tornati questa mattina al palazzo comunale di piazza della Resistenza a Crotone. Bocche estremamente cucite sulla ragione della visita.
L’unica notizia trapelata racconta che i militari sono stati chiusi nella stanza del sindaco, Vincenzo Voce, presente all’incontro insieme al dirigente Francesco Marano (Servizi sociali, Servizi alla persona, Attività produttive e Valorizzazione del territorio).
Non si sa se hanno incontrato altri dirigenti e se hanno acquisito documenti. Vedere nei corridoi del palazzo comunale gli investigatori della Guardia di finanza in questo periodo provoca sempre apprensione sia per i dipendenti, sia per coloro che ricoprono ruoli politici.
Apprensione dovuta soprattutto allo sconquasso che ha prodotto negli ambienti politici di Forza Italia in seguito all’operazione “Teorema”, che ha decapitato un presunto comitato di affari messo in piedi alla Provincia.
Non ci sono indagati riconducibili al Comune di Crotone, ma l’ente è in qualche modo tirato in ballo considerato che gli investigatori coordinati dalla Procura della Repubblica, in più puntate, hanno acquisito documentazione anche presso il palazzo comunale.
Vederli in giro per gli uffici qualche apprensione la provoca, soprattutto se i militari insieme al sindaco Voce e al dirigente Marano si chiudono per un periodo di tempo non definito nella stanza del primo cittadino. Questa mattina si era sparsa anche la voce che i militari avessero fatto visita anche agli uffici di altri dirigenti, ma la notizia, al momento, non ha trovato nessuna conferma.

