Il Siulp insorge dopo l'aggressione a Crotone: «Non si può lavorare così»
Il sindacato di Polizia duro dopo il ferimento di cinque agenti: «Tragedia sfiorata, servono tutele e un'azione decisa dello Stato contro l'impunità»
CROTONE L'episodio di violenza avvenuto questa mattina a Crotone, dove un giovane nigeriano in stato di alterazione ha danneggiato vetture e aggredito i passanti, si chiude con un bilancio pesante per le forze dell'ordine: cinque agenti della Polizia di Stato sono finiti in ospedale con una prognosi di 30 giorni. A prendere una ferma posizione sull'accaduto è il sindacato Siulp, che denuncia le condizioni di estrema vulnerabilità e pressione in cui si trovano ad operare gli appartenenti alle forze di sicurezza.
La denuncia del segretario generale Felice Romano
A farsi portavoce dell'indignazione della categoria è Felice Romano, segretario generale del Siulp, il quale ha espresso tutta la preoccupazione del comparto per le conseguenze dell'uso legittimo della forza: «Non si può rimanere fermi a guardare i soliti violenti che, approfittando della certezza della totale impunità, aggrediscono poliziotti come bersagli predestinati perché preoccupati dalle conseguenze delle loro azioni professionali. Di fronte ad un giovane nel pieno della sua forza, in palese stato di alterazione, che utilizzava un tubo metallico lungo oltre un metro che è stato scagliato con inusitata violenza su tutti i colleghi presenti, colpendone uno tra spalla e volto e che soltanto per miracolo non si è ritrovato con il cranio sfondato, dico che è palese e giustificata la preoccupazione delle conseguenze che avvertono i poliziotti quando, di fronte ad azioni così violente, sono costretti a dover utilizzare la forza, come previsto per legge, per arrestare l'autore della violenza».
L'allarme del Siulp sul rischio per la sicurezza e la tenuta dei servizi
Il segretario ha sottolineato quanto si sia andati vicini al dramma, ponendo l'accento sul clima di isolamento in cui agisce il personale in divisa: «Cinque poliziotti in ospedale con prognosi tutte di 30 giorni. E dai 30 giorni alla tragedia, lo spazio è veramente breve. Perché se quel tubo metallico, invece di una spalla e mezzo volto, avesse colpito solo poco più in alto, adesso avremmo dovuto commentare l'ennesima tragedia. E soprattutto cosa sarebbe accaduto ai colleghi se la volante, per esigenze di servizio, fosse stata una sola? Attesi i continui linciaggi mediatici, e non solo, che finora stanno subendo i poliziotti ogni qualvolta utilizzano la forza per arrestare una violenza, pur operando sempre nel solco dei protocolli operativi previsti dalla legge, la realtà che ne emerge è che oramai svolgono il proprio servizio di fronte a soggetti sempre più aggressivi e violenti, perché certi di rimanere impuniti, mentre il personale in uniforme viene aggredito e intimorito solo per aver svolto il proprio dovere. Questa situazione sta facendo emergere uno spaccato che metterà sempre più a rischio la sicurezza dei cittadini e quella dello stesso personale in uniforme. Se non si interviene con un'azione unitaria e decisa da parte dello Stato, ebbene, che si sappia, che a queste condizioni non si può più lavorare».




