L'emodinamica è realtà, mentre il nuovo ospedale è ancora un'aspettativa
Lo stanziamento Inail da 300 milioni: l'edificazione del presidio è prevista nell'area dell'ex depuratore, ma l'iter tra bonifiche e progetti richiederà moltissimi anni
CROTONE Domani si inaugura a Crotone il servizio di Emodinamica, mentre arriva quasi in contemporanea l’annuncio di un finanziamento da 300 milioni di euro per la realizzazione del nuovo ospedale. Sono due questioni distinte perché il servizio di Emodinamica è una realtà già operativa mentre la realizzazione del nuovo ospedale potrebbe anche rilevarsi una bufala. Chiariamo subito che la battaglia per la realizzazione di Emodinamica ha richiesto ben dieci anni. È partita nel lontano 2016 con la proposta dell’allora commissario dell’Azienda sanitaria provinciale Sergio Arena.

Le circostanze fortunate
Una lunga battaglia che ha goduto di fortunate circostanze. La prima è stata la nomina della dottoressa Maria Bernardi a dirigente dell’Area ospedaliera presso l’assessorato alla Sanità della Calabria. Bernardi ha sempre avuto un rapporto affettuoso per Crotone avendo, tra l’altro, ricoperto il ruolo di commissario dell’Asp e svolto anche la sua attività di medico. La nomina a dirigente regionale le è stata conferita il 2021 ed è rimasta sino al 2023. In questi anni la Regione ha redatto il nuovo piano per la rete ospedaliera che ha, poi, ottenuto il via libera da parte del ministero della Salute. In questo piano la dottoressa Bernardi ha previsto il servizio di Emodinamica per l’ospedale di Crotone. Senza questo riconoscimento non ci sarebbe stata Emodinamica al «San Giovanni di Dio».
Il ruolo degli specialisti
La seconda fortunata circostanza è stata la disponibilità dell’emodinamista cardiologa-intervenstista Annalisa Mongiardo di venire a lavorare a Crotone. È stata lei il jolly. Probabilmente senza il suo intervento non ci sarebbero stati nemmeno gli altri tre emodinamisti già assunti con un contratto a termine. A Crotone si parte con una operatività H12, mentre a Castrovillari, dove il servizio è aperto da anni, si opera H6 per mancanza di specialisti. Speriamo che ci siano le stesse coincidenze fortunate anche per la costruzione del nuovo ospedale previsto dal piano triennale degli investimenti Inail.
I fondi del piano Inail
Questo piano, che ha avuto il via libera dalla Conferenza Stato-Regioni, destina alla Calabria un miliardo di euro così distribuiti: 300 milioni di euro per la costruzione del nuovo ospedale di Crotone, 300 milioni di euro per un nuovo ospedale a Catanzaro, 200 milioni di euro per la cittadella della salute a Catanzaro e 200 milioni di euro per un nuovo ospedale a Cosenza. A noi interessa Crotone. Nel Psc (diciamo Piano regolatore) approvato di recente c’è un’area destinata alla realizzazione di strutture sanitaria. Si tratta dell’area del vecchio depuratore sulla statale 106 (tra il cavalcavia sud e la stazione ferroviaria, lato San Giorgio). Se dovesse andare in porto il prestito Inail le condizioni per realizzare il nuovo ospedale ci sarebbero.
Le incognite sul futuro
Ci sono due questioni che, però, devono essere prese in considerazioni: la prima, più seria, riguarda il passato non proprio favorevole alle opere ipoteticamente finanziate con fondi Inail. In Calabria non sono molte le cose realizzate; la seconda sono i tempi. Se tutto dovesse andare bene, così come speriamo tutti, ci vorranno molti anni prima di vedere il nuovo ospedale. C’è da bonificare l’area, c’è da portare a termine tutta la burocrazia compresa quella degli incarichi ai progettisti e le varie approvazioni. È ancora troppo presto per festeggiare, anche se dichiararsi soddisfatti non costa un centesimo.




