L'arte bianca
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CROTONE Riceviamo e pubblichiamo integralmente un intervento dell'attivista crotonese, Pino Greco, in meri ai recenti sviluppi riguardanti la bonifica del Sin di Crotone.

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Come facilmente preannunciato eccoci ad una nuova puntata che riguarda la Bonifica del Sin di Crotone. Questa volta non si tratta della solita favoletta ma di una vera e propria campagna a metà strada tra la disinformazione e l’ambiguità delle comunicazioni. 
Una cosa è certa siamo di nuovo di fronte all’ostinato tentativo di Eni a lasciare i rifiuti derivanti dalla Bonifica nel territorio crotonese, parafrasando il titolo di un famoso film di Woody Allen “Provaci ancora Sam” potremmo così descrivere il comportamento di Eni Rewind.

Purtroppo gli ultimi eventi stanno creando una grande apprensione e allarme tra i cittadini. Il riferimento è alla comunicazione del rinvenimento di fosforite e quindi Tenorm là dove si stavano compiendo le operazione di rimozione dei terreni contaminati.

Che ci fosse presenza di Tenorm era da tempo accertato, sia per le produzioni dello stabilimento ex Enichem, sia per le analisi effettuate da Arpacal sin dal 2009, poi nel 2020 ed ultima relazione ufficiale nell’ottobre 2024. Documentazione inviata a tutti gli organi competenti e alle Istituzioni interessate, che certificava la situazione Tenorm / Fosforite a Crotone con focus sul piazzale del parcheggio ex Sasol, rotatoria via Enrico Fermi e così via.

Oggi sembra che si scopre l’acqua calda anzi... l’acqua pesante. Intanto è necessario ricordare che in Italia, fortunatamente e opportunamente, è in vigore il decreto legislativo 31 luglio 2020 che stabilisce “Norme di sicurezza al fine di proteggere le persone dai pericoli derivanti dalle radiazioni e ionizzanti”.

Tra l’altro proprio il comma 1 dell’articolo1 disciplina proprio la sorveglianza e il controllo delle spedizioni di rifiuti radioattivi e materie radioattive fissando i requisiti e i regimi di controllo relativi alle diverse situazioni di esposizioni. Il Decreto si applica “alle spedizioni di rifiuti radioattivi”.

Quindi se il legislatore ha previsto norme per le spedizioni vuol dire che esistono discariche attrezzate a ricevere questo materiale e qui siamo al solito cruccio di qualche dirigente di Eni Rewind che di tanto in tanto ritorna a dire che non esistono discariche salvo poi essere smentito.

Per quanto riguarda l’ispezione e il controllo, il Decreto stabilisce in maniera molto chiara che deve essere effettuato da parte o a nome di un’Autorità competente. E qui veniamo al dunque chi è l’Autorità competente in questa materia?
Ai sensi dell’articolo8 del Decreto per Autorità competenti sono: la Presidenza del Consiglio dei ministri, il ministero dell’Ambiente (nel nostro caso ci dovrebbe essere già il Commissario nominato proprio da loro, ma ancora tutto tace.), dal ministero dell’Interno (quindi le Prefetture) ministero Economia e finanza per le coperture finanziarie (nel nostro caso le risorse ci sono e derivano dal risarcimento del danno).

Ma c’è di più l’articolo 8 bis specifica che le Autorità competenti pongono in atto le misure affinché le informazioni (…) siano rese accessibili agli esercenti, ai lavoratori, agli individui della popolazione e infine sempre le Autorità competenti pubblicano sui rispettivi siti web istituzionali le informazioni di propria competenza. Vogliamo ricordare nel caso fosse sfuggito ai distratti che questo Decreto recepisce la Direttiva 2013/59 Euratom.

Quindi le domande sorgono spontanee: è stato rispettato il decreto legislativo 31 luglio 2020? Chi ha effettuato i controlli? Quale Autorità è stata attivata per l’ispezione? Quale metodologia è stata utilizzata durante l’ispezione. Quali sono i dati sopra il fondo naturale rilevati e trattandosi di materiale radioattivo su quale specifico registro sono stati registrati?

Non vorremmo che siamo di fronte ai soliti orchestrali che se la cantano e se la suonano, infatti l’ultima annotazione che è obbligo fare è: perché una tale notizia viene data con un comunicato stampa da parte dell’amministratore delegato di Eni Rewind? 
La Bonifica deve andare avanti basta con le favolette e gli inganni alla popolazione di Crotone e della Calabria.
Pino Greco - attivista crotonese


 


 


 


 

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