Indagine Anaao Assomed: i medici sono in fuga dagli ospedali calabresi
Il report evidenzia il saldo negativo tra uscite e nuovi ingressi nei presidi ospedalieri della regione, con la realtà di Crotone tra le più critiche
CROTONE Il futuro della sanità pubblica in Calabria è lontano anni luce dai racconti che fa la politica. Un’indagine del Centro studi Anaao Assomed nazionale rappresenta plasticamente la situazione della mancanza di medici negli ospedali italiani e calabresi.
Fuga di medici dagli ospedali pubblici
In particolare in Calabria, nel decennio preso in esame, «il numero di medici in servizio ha registrato un progressivo calo: da 3.734 dirigenti nel 2015 a 3.264 nel 2024 (-12,6%)». Anche l'età media dei medici che lasciano gli ospedali pubblici «è scesa di 0,9 anni per le donne (da 52,9 a 52 anni) ed è salita di 1,9 anni per gli uomini (da 55 a 56,9 anni), il valore più alto d'Italia».
Assunzioni insufficienti e saldo negativo
Le uscite dal sistema pubblico potevano e dovevano essere sostituite con le nuove assunzioni che non sono state adeguate ai bisogni: «Le assunzioni a tempo indeterminato hanno raggiunto i picchi nel 2018 e nel 2023 (332 e 335) per poi scendere a 216 nel 2024 e a 131 nel 2025; quelle a tempo determinato sono passate da 388 nel 2015 al massimo di 404 nel 2024».
Nel decennio preso in esame dal sindacato dei medici «i pensionamenti sono passati dal 3,1% del 2015 (114) al picco del 7,1% nel 2023 (241), attestandosi poi al 5,8% nel 2024 (190) e a 61 uscite nel 2025». A fare venire meno i medici negli ospedali ci sono state anche «le dimissioni volontarie, pari allo 0,4% nel 2015 (14), hanno toccato il 3% nel 2021 (106), sono scese all'1,3% nel 2024 (42) per poi quasi quadruplicare nel 2025 (155)».
Il dato definitivo del 2025 sancisce che «la Calabria registra il saldo più negativo del Paese: 316 uscite a fronte di 131 assunzioni a tempo indeterminato». Significa che il primato delle fughe dagli ospedali pubblici spetta ai medici calabresi. A questo dato, senza alcun dubbio fortemente negativo per l’utenza regionale, si aggiunge il fatto che non c’è stato equilibrio tra le uscite e nuove assunzioni.
La crisi nel Crotonese e le vertenze sindacali
Ci sono ospedali, l’esempio più vicino è quello di Crotone, dove alcuni bandi per nuove assunzioni vengono ignorati (non ci sono partecipanti). Al dato negativo delle mancate assunzioni dei nuovi medici che ignorano i bandi, a Crotone pesa anche la gestione dei rapporti tra l’Azienda sanitaria e i medici. Giusto per fare un esempio è in atto un braccio di ferro tra la direzione strategica dall’Asp e i sindacati medici sulla questione incarichi professionali.
Arrivano notizie che, proprio la mancanza di condivisione di un progetto, aveva spinto il sindacato dei medici a prospettare lo stato di agitazione. Dagli ospedali, compreso Crotone, si va via per le difficoltà che hanno i medici di avere garantita una giusta carriera. I medici che lavorano alle nostre latitudini sono sottoposti a situazioni di stress insostenibili: turni continuati, minacce da parte dell’utenza che spesso si traducono in aggressioni fisiche, non adeguato riconoscimento economico.
Fuga verso il privato e la piaga dei viaggi della speranza
Sono tutte questioni messe a fuoco dall’indagine Anaao che evidenzia come «le distribuzioni del personale sul territorio sono state a lungo erose da scelte che ne hanno ridotto la capacità e la resilienza, spostando progressivamente l'asse portante della sanità verso rotte privatistiche». Il medico che lascia l’ospedale pubblico, dove ha dovuto fare i conti con mille problemi, viene accolto dalle strutture private che lo pagano meglio e gli garantiscono spazi e tempi per garantirsi una migliore qualità della vita.
Senza correttivi adeguati la Calabria e Crotone in particolare sono destinati a perdere sempre più medici. Significa che l’utenza, per curarsi adeguatamente, dovrà pensare ai viaggi della speranza che, però, tolgono risorse alla Calabria e le trasferiscono alle regioni del Nord che hanno politici più attenti ai bisogni delle loro popolazioni.


