L'arte bianca
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affidato
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Foto: repertorio
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CROTONE Riguardo il servizio di contact center Chiama Roma 060606 «l'amministrazione romana ha ribadito la volontà di portare l'intero servizio sul territorio capitolino, sostenendo inoltre che i processi di automazione potrebbero determinare un esubero del personale pari al 30%». 

CALABRIA VERDE ANTINCENDIO 2026
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 È quanto afferma in una nota la Slc Cgil Calabria riferendo dell'incontro che ieri «si è svolto nella sala riunioni del dipartimento Monitoraggio qualità dei servizi e Comunicazione istituzionale a Roma tra Roma Capitale, la società Concerto, aggiudicataria del nuovo appalto, e le organizzazioni sindacali, per fare il punto sul nuovo affidamento del servizio di contact center Chiama Roma 060606».

«Dichiarazioni - secondo il sindacato - che destano forte preoccupazione e che ripropongono la volontà di concentrare lo svolgimento dell'attività nella Capitale discriminando di fatto le lavoratrici e i lavoratori di Crotone, impiegati da oltre 10 anni nel servizio, tentando inoltre di giustificare goffamente possibili tagli occupazionali dovuti all'innovazione tecnologica che invece dovrebbe rappresentare un'opportunità per migliorare i servizi e non un pretesto per scaricare sui lavoratori il prezzo delle trasformazioni produttive e della transizione digitale».

Rispettare le leggi e la clausola sociale

«Riteniamo particolarmente grave – continua il sindacato – che sia proprio un ente pubblico a ricercare soluzioni per eludere le leggi di stato. Ricordiamo ai funzionari del Comune di Roma che la legge n. 11/2016 e le previsioni del Ccnl Telecomunicazioni, indicato nel nuovo bando, richiama chiaramente a principi e obblighi fondamentali in materia di continuità occupazionale e clausola sociale nei cambi di appalto. Tra l'altro, un'amministrazione pubblica che affida un servizio essenziale, non può limitarsi a ragionare in termini di costi, automazione e convenienza organizzativa, dimenticando la propria responsabilità sociale».

Le precedenti proteste e il ritiro del bando

«Non è la prima volta – prosegue il sindacato – che siamo costretti a intervenire per contrastare scelte che penalizzano le lavoratrici e i lavoratori di Crotone, è successo quando, di fronte al precedente bando, abbiamo denunciato e contestato criteri che mettevano a rischio l'occupazione sul territorio crotonese, oltre alla mancata previsione del Ccnl Telecomunicazioni. È grazie alle nostre iniziative di protesta e alle diffide inviate che quel bando è stato ritirato ed in seguito revisionato. In attesa dell'inizio delle procedure previste nel cambio di appalto e della prossima convocazione, in cui conosceremo anche il punto di vista ufficiale della Concerto, auspichiamo che Roma Capitale abbandoni ogni ipotesi che possa mettere a rischio l'occupazione, che recepisca le nostre legittime rivendicazioni e possa aprirsi un confronto costruttivo che superi le criticità emerse».

Misure sindacali e tutela del territorio

«Come già ribadito nel corso dell'incontro – conclude la Slc Cgil Calabria – saremo determinati nell'impedire ogni tentativo di eludere le norme e di compromettere la continuità occupazionale, metteremo in campo tutte le iniziative sindacali e legali necessarie, in ogni sede competente, affinché nessuna lavoratrice e nessun lavoratore perda il proprio posto di lavoro. Non accetteremo che, dopo averli costretti a correggere un bando sbagliato nella forma e nei contenuti, si tenti di raggiungere gli stessi obiettivi attraverso palesi tentativi di elusione della legge che porterebbero conseguenze drammatiche sull'occupazione di un territorio già fortemente segnato da un elevato tasso di disoccupazione e da oggettive difficoltà di ricollocazione all'interno di un tessuto socio-economico già fragile e caratterizzato da scarse opportunità occupazionali».

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