«Porto di Crotone nel degrado»: "Krotone da Vivere" scrive all'assessore
Giovanni Capocasale chiede una svolta immediata e un tavolo tecnico con l'Autorità di sistema portuale per bonificare le aree pubbliche e valorizzare il turismo nautico
CROTONE Il movimento politico-culturale Krotone da Vivere, attraverso una lettera aperta firmata da Giovanni Capocasale, interviene con decisione sulla gestione e lo stato in cui versa lo scalo marittimo crotonese. Una riflessione che parte da una visione strategica precisa per lo sviluppo economico del territorio.
Il porto come biglietto da visita
L'esponente del movimento sottolinea il valore cruciale dell'infrastruttura, considerata il vero punto d'accesso per chi sceglie di scoprire la città arrivando dal mare.
«Crotone, città del mare e di Pitagora: il porto è la prima emozione di chi arriva, facciamone il nostro miglior biglietto da visita. Il porto turistico è la porta del Mediterraneo. Serve una svolta immediata».

Il contrasto tra pubblico e privato
A seguito di recenti verifiche sul posto, Capocasale evidenzia una forte contraddizione tra l'eccellente gestione delle aree private e lo stato di abbandono degli spazi pubblici limitrofi.
«Ho effettuato nuovi sopralluoghi nell'area del porto turistico di Crotone e, con rammarico, devo constatare che la situazione è ulteriormente peggiorata. I rifiuti presenti nelle aree esterne sono aumentati e il degrado continua a rappresentare il primo impatto per chi arriva nella nostra città via mare. È un vero peccato, perché all'interno degli approdi turistici i concessionari svolgono un lavoro encomiabile: le banchine sono curate, i servizi efficienti e l'accoglienza verso i diportisti è professionale e qualificata. Ma appena si esce dalle aree gestite, il visitatore si trova davanti uno scenario che non rende giustizia a Crotone. Rifiuti abbandonati, materiali accumulati, carrelli lasciati da anni, fioriere trascurate e spazi che potrebbero essere valorizzati ma che oggi trasmettono soltanto un senso di abbandono».
La richiesta di un tavolo tecnico
Per superare lo stallo e definire le competenze, il movimento propone l'istituzione urgente di un confronto programmatico tra le istituzioni e gli enti che operano sul demanio marittimo.
«Per questo rivolgo un appello all'Assessore al Turismo affinché si faccia promotore di un tavolo tecnico con l'Autorità di Sistema Portuale, la Capitaneria di Porto e tutti gli enti competenti, per affrontare definitivamente il problema del decoro del porto turistico».
La proposta per l'area del porto nuovo
La nota si sposta poi su un'ampia porzione dello scalo attualmente inutilizzata e trasformata in un deposito di scafi dismessi, per la quale viene avanzata una precisa soluzione logistica.
«Durante il sopralluogo ho inoltre osservato un'ampia area recintata, appartenente al porto nuovo, oggi inutilizzata e chiusa al pubblico. Quest'area potrebbe rappresentare una straordinaria opportunità. Attualmente è occupata da una grande quantità di rottami, tra cui numerosi scafi e parti di imbarcazioni a vela distrutte, che producono un'immagine di degrado assolutamente incompatibile con una città che vuole investire sul turismo nautico. Chiedo all'Assessore al Turismo di farsi interprete presso l'Autorità Portuale della necessità di procedere quanto prima alla completa bonifica di quest'area. Una volta liberata dai rottami, potrebbe essere organizzata come parcheggio ordinato a servizio del porto turistico, migliorando la viabilità, aumentando la disponibilità di posti auto e offrendo finalmente un'immagine decorosa a chi sbarca dalle proprie imbarcazioni. Sarebbe un intervento semplice ma di grande valore strategico».
Servizi e accoglienza per i diportisti
Infine, Krotone da Vivere punta sulla necessità di migliorare i servizi di informazione turistica in loco, valorizzando la permanenza a lungo termine dei visitatori che scelgono le banchine pitagoriche.
«Accanto a questo, Krotone da Vivere rilancia la proposta di realizzare, lungo le banchine del porto turistico, punti fissi di accoglienza con assistenti turistici qualificati, sul modello di quanto già avviene nei terminal crocieristici. I diportisti non sono semplici visitatori di poche ore. Restano spesso uno o più giorni, fanno acquisti, frequentano ristoranti, visitano il centro storico, i musei, il Parco Archeologico di Capo Colonna e contribuiscono concretamente all'economia cittadina. Per questo meritano un'accoglienza organizzata e servizi adeguati. Il porto turistico non deve essere considerato soltanto un luogo di ormeggio, ma il vero ingresso della città. Investire sul suo decoro significa investire sull'immagine di Crotone e sul suo futuro turistico. Confidiamo che l'Assessore al Turismo voglia raccogliere questo appello, facendosi promotore delle interlocuzioni necessarie con gli enti competenti affinché il porto turistico diventi finalmente il biglietto da visita che Crotone merita».




