Dalla mancata nomina del commissario al cambio di vertice per Eni Rewind
Bonifica a Crotone tra silenzi e nodi irrisolti: i dubbi sul risanamento del Sin, le richieste di stop ai lavori fronte mare e la necessità di chiarezza dalle istituzioni

CROTONE Il nostro è uno strano territorio nel quale alcune notizie vengono lanciate con un fragore assordante per poi diluirsi nel grande fiume del dimenticatoio. Forse è proprio vero il detto comune che si dice da queste parti e che pressapoco recita: «Non preoccuparti di quello che si dice, tanto il mondo parla tre giorni». Come dire che puoi fare quello che vuoi, tanto dopo il clamore dei primi giorni poi tutto passa.

La bonifica del Sin finita nell'ombra
È il caso, per esempio, della bonifica che è stata al centro dell'attenzione non solo locale ma nazionale trattandosi di Sin e ora tutto sembra tacere, almeno in superficie. Eppure si tratta di una vicenda decisiva per il futuro del territorio crotonese. Ormai lo sanno tutti che non si può parlare di nessun futuro di nuovo sviluppo se prima non si porta a compimento il risanamento ambientale a cui l'Eni è chiamata ad adempiere oltre che dalle varie conferenze dei servizi, anche da sentenze di tribunali.

Le richieste estive e la barriera idraulica
Ma tutto questo sembra sparito dai radar salvo, proprio nei giorni della grande calura agostana, quando qualcuno chiede al ministro dell'Ambiente di sospendere la rimozione dei rifiuti fronte mare per via della necessità di intervenire sulla barriera idraulica. Di fatto, dopo anni di lotte, di pubbliche denunce, di ricorsi e controricorsi, si rischia che si fermi tutto nuovamente.

Vogliamo sommessamente ricordare che la barriera idraulica non è una diga, ma è fatta di almeno una quarantina di pozzi di emungimento che vengono manovrati da centraline che inviano i volumi da trattare al depuratore del Corap. Si stima tra l'altro che a regime la capacità di portata è di circa 1,4 Ml di $m^3$ all'anno. Quindi nel caso si rendesse necessario intervenire sulla barriera idraulica non ci sarebbe bisogno di sospendere nulla. E allora perché questa richiesta al ministro? Perché spostare di nuovo indietro le lancette di un orologio che è rimasto fermo per tanto tempo?

Il vuoto di potere del commissario
Intanto quello che è veramente preoccupante è la mancata nomina del commissario a seguito della rimozione del generale Errigo. Un'assenza che dura ormai da mesi, la cui designazione spetta alla Presidenza del Consiglio dei ministri su indicazione proprio del ministro. Forse è su questo che sarebbe valsa la pena interrogare il Governo. Così come sarebbe necessario il coinvolgimento dell'Università della Calabria che potrebbe esprimere figure altamente professionali considerata l'eccellenza di alcuni dipartimenti e di professionisti che già sono attivi sul territorio.

Il cambio ai vertici di Eni Rewind
Ma un'altra notizia è passata sotto silenzio complice forse il caldo record di un'estate di per sé anomala. Il dottor Paolo Grossi, amministratore delegato di Eni Rewind, che i crotonesi hanno conosciuto fin troppo bene, è stato trasferito ad altro incarico. Il 26 luglio è stata nominata l'ingegner Clara Andreoletti quale nuovo amministratore delegato di Eni Rewind. Una nomina importante che stranamente non ha avuto la risonanza che meritava. All'ingegner Andreoletti formuliamo i nostri auguri per un proficuo e buon lavoro con l'auspicio che possa nuovamente avviare un rapporto positivo con il territorio che purtroppo negli ultimi anni era diventato abbastanza complicato. La nostra gente ha già pagato un prezzo altissimo e non ha bisogno di inganni. Buon lavoro.


