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Flotta e Familiari con il leader Furtuo nazionale Vannacci
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CROTONE I consiglieri comunali di Futuro nazionale a Crotone, Saverio Flotta e Vincenzo Familiari, chiedono il conto alle istituzioni dopo l'aggressione avvenuta in via Regina Margherita, dove un cittadino nigeriano ha danneggiato diverse auto e ferito alcuni agenti di Polizia. Sull'episodio i due esponenti consiliari sollecitano Prefettura, Questura e Comune a fornire risposte immediate sulla gestione dell'ordine pubblico e sulle presenze dei richiedenti asilo negli spazi urbani.

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La solidarietà agli agenti e la precisazione sui richiedenti asilo

I consiglieri comunali hanno esordito esprimendo ferma condanna per l'accaduto e vicinanza agli operanti rimasti coinvolti. «Quanto accaduto questa mattina - commentano Flotta e Familiari - in via Regina Margherita è grave. Un cittadino nigeriano ha danneggiato numerose autovetture con un paletto di ferro e si è poi scagliato contro gli agenti intervenuti per fermarlo, provocando il ferimento di diversi poliziotti. Solidarietà agli agenti feriti nell’esercizio quotidiano delle loro funzioni per garantire la sicurezza della città».

Il gruppo consiliare ha tenuto a precisare la distinzione tra la singola condotta criminosa e la presenza complessiva dei migranti in città. «Non intendiamo stabilire alcun collegamento - precisano i due - tra questo episodio individuale e i richiedenti asilo che da giorni dormono negli spazi pubblici di Crotone. Sarebbe scorretto farlo. Ma non possiamo neppure ignorare che nella nostra città si stanno contemporaneamente manifestando situazioni che impongono alle istituzioni competenti di intervenire».

Le criticità sul territorio e le richieste a Prefettura e Questura

Nel prosieguo della nota, Flotta e Familiari hanno illustrato nel dettaglio le condizioni in cui versano diverse aree urbane della città pitagorica: «Da giorni numerosi richiedenti asilo dormono all’aperto, in piazzale Nettuno, via Miscello da Ripe, Orto Tellini e in altre zone della città, mentre attendono gli adempimenti relativi alla loro posizione».

«È necessario che Prefettura e Questura di Crotone - esortano Flotta e Familiari -, ciascuna nell’ambito delle proprie competenze, diano informazioni sul perché queste persone siano ancora costrette a permanere e dormire negli spazi pubblici, sui tempi necessari per l’espletamento delle procedure e quali misure siano state predisposte per la loro accoglienza».

A questo proposito, i rappresentanti consiliari chiamano in causa la rete di ricezione territoriale. «La domanda si rende necessaria - scrivono Flotta e Familiari - anche considerando la presenza del Centro di prima accoglienza di Sant’Anna di Isola Capo Rizzuto e del sistema delle strutture di accoglienza. Occorre sapere i posti disponibili e se queste persone hanno i requisiti per accedere alle misure di accoglienza e, qualora le strutture risultino insufficienti, quali soluzioni temporanee la Prefettura intenda adottare».

La tutela dell'ordine pubblico e l'appello all'amministrazione comunale

La nota passa poi ad analizzare i risvolti legati all'incolumità pubblica e all'adeguatezza degli organici della Polizia. «Lasciare per giorni decine di persone negli spazi pubblici - denunciano Flotta e Familiari - non tutela la loro dignità e non tutela la città e i cittadini oggettivamente esposti a tanti pericoli. Esiste un problema di sicurezza e controllo del territorio. L’episodio di questa mattina non può essere classified come un fatto sporadico ed individuale, al contrario dimostra quanto sia importante assicurare un presidio adeguato delle zone maggiormente interessate ed importante mettere le nostre Forze dell’ordine nelle condizioni di operare con uomini e mezzi sufficienti».

In conclusione, i consiglieri sollecitano il primo cittadino a farsi promotore di un tavolo istituzionale. «Chiediamo al sindaco di Crotone - sollecitano i due di Futuro nazionale - di promuovere immediatamente un confronto con Prefettura e Questura e chiediamo alle autorità competenti di fornire alla città risposte precise su accoglienza, tempi delle procedure, disponibilità delle strutture e misure di controllo del territorio. La solidarietà non può significare disorganizzazione e la sicurezza non può essere affidata all’emergenza. Chi ha diritto all’accoglienza deve essere accolto. Chi è presente sul territorio deve rispettare le regole. E lo Stato deve garantire entrambe le cose. Crotone non può essere lasciata sola a gestire le conseguenze di problemi che appartengono alla competenza di più livelli istituzionali», conclude la nota.

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