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CROTONE L’aggregazione tra Crotone e San Giovanni in Fiore non può essere limitata solo alle questioni sanitarie. Oggi Mario Oliverio, ex presidente della giunta regionale calabrese, ha chiesto, con una lettera inviata all’attuale presidente Mario Occhiuto, nella sua qualità di responsabile della sanità regionale, di valutare l’opportunità di «un’aggregazione funzionale» tra l’ospedale di San Giovanni in Fiore e quello di Crotone.

CALABRIA VERDE ANTINCENDIO 2026
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Come scrive Oliverio «l'Azienda sanitaria provinciale di Cosenza nel 2021, con il proprio Atto aziendale, ha previsto "un'aggregazione funzionale" dell'Ospedale di San Giovanni in Fiore all'Ospedale Spoke di Paola-Cetraro, distante circa 120 chilometri, con un tempo di percorrenza di un'ora e 40 minuti». Una cosa alla calabrese, perché il centro ospedaliero più vicino a San Giovanni in Fiore, in termini di tempi necessari per raggiungerlo, è senza alcun dubbio la struttura sanitaria di Crotone.

Tra l’altro da qualche settimana all’ospedale di Crotone è entrato in funzione il servizio di Emodinamica diretto egregiamente dalla dottoressa Annalisa Mongirardo, una specialista che vanta esperienza e capacità professionali. Questo servizio di emodinamica rende attrattivo l’ospedale di Crotone per tutte le popolazioni limitrofe: da San Giovanni in Fiore a Cariati, sino alla presila catanzarese. Il bacino di popolazione che avrebbe dovuto costituire la provincia di Crotone quando è stata concepita. Con l’aggregazione naturale di queste aree la storia di questa provincia sarebbe stata totalmente diversa.

Non è mai troppo tardi per correggere gli errori commessi sotto la spinta di egoismi. La sanità potrebbe essere il grimaldello per aggregare anche politicamente popolazioni che sono unite da vincoli culturali che si perdono nel tempo? Allora utilizziamo questa opportunità. L’ospedale di Crotone potrebbe così passare da Spoke ad Hub e garantire un servizio più efficiente a popolazioni che vivono in realtà complesse come quelle montane e marine isolate per la mancanza di collegamenti stradali e ferroviari che erano vetusti già nel 1800. Va ripreso il ragionamento per disegnare geograficamente i limiti di una provincia di Crotone più ricca di popolazione.

La lettera integrale indirizzata al presidente Occhiuto

Egregio Presidente/Commissario ad acta,
ritengo opportuno sottoporre alla tua attenzione, in qualità di massimo responsabile della sanità calabrese, una questione che merita di essere presa in seria considerazione ed affrontata con oggettiva ed obiettiva valutazione. Per ragioni di carattere burocratico ed organizzativo, l'Azienda sanitaria provinciale di Cosenza nel 2021, con il proprio Atto aziendale, ha previsto «un'aggregazione funzionale» dell'ospedale di San Giovanni in Fiore all'ospedale Spoke di Paola-Cetraro, distante circa 120 chilometri, con un tempo di percorrenza di un'ora e 40 minuti. Una decisione a dir poco cervellotica che ha contribuito a rendere ancora più complicata la condizione delle prestazioni ospedaliere per i residenti silani. Per non parlare del servizio di emergenza-urgenza che, per una realtà montana com'è San Giovanni in Fiore, è chiamato ad assolvere una funzione ancora più delicata, date le distanze dai più vicini ospedali dotati di un servizio di rianimazione e di emergenza.

Con il commissario ad acta che ti ha preceduto si era stabilita, non a caso, l'aggregazione funzionale dell'ospedale di San Giovanni in Fiore a quello dell'Annunziata di Cosenza attraverso un apposito protocollo tra Asp ed Azienda ospedaliera. Cosa questa ragionevole e più che opportuna per ovvie e comprensibili ragioni. Purtroppo alla ragione, come spesso accade in questo Paese, sono prevalse e continuano a prevalere cavilli burocratici e formalismi inutili e dannosi.

Ritengo che questa situazione debba essere rivalutata con equilibrio e buon senso, assumendo come riferimento la sicurezza delle persone e una migliore e funzionale organizzazione delle prestazioni sanitarie ed ospedaliere, in particolare in situazioni di emergenza-urgenza. L'ospedale di San Giovanni in Fiore, come è noto, è punto di riferimento di un vasto territorio interno abitato da oltre 20mila persone ed è attraversato da una grande infrastruttura di comunicazione che collega Cosenza a Crotone. I casi di emergenza-urgenza non sono rari, anzi! Patologie cardiovascolari e infarto cardiaco sono frequenti ed in alcuni casi i tempi dell'intervento sono stati e sono letali per la vita delle persone. È acclarato che in questi casi l'efficienza e la rapidità degli interventi sono determinanti per salvare una vita. Un servizio di emergenza-urgenza efficiente è in ogni caso una necessità e costituisce una priorità assoluta per la popolazione dei comuni interni distanti decine di chilometri dagli ospedali hub e spoke dotati di strutture e personale sanitario specialistico.

Visto che proprio in questi giorni è stato finalmente attivato il servizio di emodinamica presso l'unità di cardiologia dell'ospedale di Crotone, distante meno della metà dei chilometri rispetto a Cetraro e raggiungibile in tempi notevolmente inferiori, ritengo ragionevole valutare l'aggregazione funzionale dell'ospedale di San Giovanni in Fiore a quello di Crotone. Ciò anche in considerazione della mancata aggregazione funzionale con l'ospedale di Cosenza. Questa mia riflessione scaturisce dalla novità dell'istituzione di un servizio di emodinamica presso l'ospedale di Crotone, che senza dubbio rappresenta un fattore di maggiore sicurezza e garanzia nel soccorso.

Sicuro che questa proposta, indirizzata anche al sindaco Barile, sarà esaminata con la dovuta attenzione nell'esclusivo interesse della popolazione di San Giovanni in Fiore e del comprensorio silano.
Mario Oliverio

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