Mesoraca, una lezione tra cavalli, sentieri e biodiversità: gli studenti del “Lombardi Satriani” alla scoperta della Riserva del Vergari
L’esperienza didattica sperimentale della III E ha trasformato il territorio in una grande aula a cielo aperto. Tra i momenti più significativi il percorso a cavallo, reso possibile dalla Scuderia Angilletti di Petronà
MESORACA – L’iniziativa nasce da una precisa idea educativa: formare cittadini consapevoli significa anche educare al rispetto dell’ambiente, alla tutela del patrimonio naturale e alla costruzione di una cultura della responsabilità. È da questa visione che prende forma l’uscita didattica sperimentale del 20 maggio, che ha coinvolto gli studenti della classe III E del Liceo “Lombardi Satriani” di Mesoraca presso la Riserva Naturale Regionale del Vergari, una delle aree ambientali di maggiore pregio della Calabria. Una giornata che ha trasformato il territorio in una grande aula a cielo aperto, dove conoscenza, esperienza diretta e contatto con la natura si sono intrecciati in un percorso di crescita personale e collettiva.

L’iniziativa, sostenuta dal Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU), si inserisce in una prospettiva educativa che considera la tutela dell’ambiente parte integrante della formazione della persona. Educare ai diritti significa infatti educare alla sostenibilità, al rispetto del bene comune e alla consapevolezza del rapporto tra uomo e natura.

Ad accompagnare gli studenti sono stati i docenti Petronilla Esposito, Pasquale Covelli e il prof. Romano Pesavento, docente e presidente del CNDDU. Ad accogliere il gruppo nella Riserva è stato il direttore, l’architetto Emiliano Cistaro, che ha guidato i ragazzi in un articolato percorso di conoscenza del patrimonio naturalistico, ambientale e storico-culturale del territorio, illustrando con rigore scientifico e approccio divulgativo le peculiarità dell’ecosistema e la ricchezza della biodiversità presente nell’area protetta.

Tra gli aspetti che hanno reso l’esperienza particolarmente originale e coinvolgente spicca il momento dedicato ai cavalli, elemento che ha trasformato l’uscita in qualcosa di diverso rispetto a una tradizionale visita scolastica.
L’arrivo di alcuni studenti a cavallo attraverso il centro cittadino e il successivo percorso lungo i tracciati che conducono verso la Riserva hanno assunto un significato che va ben oltre il semplice aspetto ricreativo. L’esperienza equestre si è trasformata in un autentico strumento educativo, offrendo ai ragazzi la possibilità di vivere il paesaggio secondo tempi differenti da quelli imposti dalla quotidianità: più lenti, più attenti, più vicini ai ritmi della natura.

I cavalli sono stati gentilmente concessi dalla Scuderia Angilletti di Petronà, il cui contributo ha permesso ai giovani partecipanti di vivere un’esperienza formativa intensa e particolarmente significativa.
Attraversare sentieri naturali a cavallo ha significato immergersi completamente nel territorio: ascoltare il rumore dell’acqua che scorre, percepire i profumi del bosco, osservare le trasformazioni del paesaggio e sviluppare una diversa sensibilità nei confronti della biodiversità circostante. I ragazzi hanno sperimentato una modalità di osservazione del paesaggio difficilmente riproducibile attraverso una tradizionale attività scolastica, entrando in relazione diretta con l’ambiente e imparando a coglierne dettagli e dinamiche spesso trascurate.

Ma l’esperienza ha avuto anche un’importante valenza educativa e relazionale. Il rapporto con il cavallo richiede ascolto, equilibrio, fiducia reciproca, autocontrollo e senso di responsabilità. Gli studenti hanno avuto l’opportunità di comprendere come la relazione con l’animale si fondi sul rispetto e sulla collaborazione, valori che assumono una funzione rilevante nella crescita personale e nella costruzione di relazioni sane e consapevoli.

Non meno importante è l’aspetto storico e culturale. Per secoli il cavallo ha rappresentato uno strumento essenziale di lavoro, comunicazione e mobilità nelle aree rurali e montane della Calabria. Riproporlo oggi all’interno di un percorso educativo significa recuperare una memoria storica e identitaria che rischia progressivamente di scomparire.
La giornata è poi proseguita presso il Centro Visite e Centro di Educazione Ambientale (CEA) della Riserva, dove gli studenti hanno approfondito la conoscenza della biodiversità attraverso materiali didattici, pannelli informativi e percorsi tematici.

Particolarmente apprezzato è stato l’approfondimento dedicato alla presenza delle due coppie di cicogna nera, specie rara e di grande importanza ecologica. Come spiegato dall’architetto Cistaro, le coppie presenti hanno ormai nidificato stabilmente all’interno della Riserva, trasformando una presenza occasionale in una realtà consolidata. Un dato di particolare interesse scientifico, poiché la cicogna nera rappresenta un importante indicatore biologico della qualità ambientale di un ecosistema: la sua presenza testimonia habitat ben conservati e un elevato livello di biodiversità.
Grande interesse ha suscitato anche la visita alla Xiloteca, una vera e propria “biblioteca del legno”, che ha consentito agli studenti di osservare numerose specie arboree e approfondire la conoscenza del Frassino da manna, specie che nel tempo ha rivestito un ruolo importante nella tradizione economica e produttiva del territorio.

Nel corso dell’incontro sono stati affrontati anche aspetti relativi alla fauna locale, con riferimento alla presenza di specie quali la vipera, illustrata non come elemento di pericolo ma come componente essenziale degli equilibri ecologici e della complessa rete di relazioni che caratterizza gli ecosistemi naturali.

Successivamente gli studenti hanno intrapreso il percorso escursionistico all’interno della Riserva, attraversando sentieri immersi nel verde, corsi d’acqua, zone boschive e suggestive aree caratterizzate da cascate e formazioni geologiche naturali.
I ragazzi hanno potuto osservare da vicino alcuni degli elementi più caratteristici del territorio, modellato dall’azione delle acque del Vergari che, nel corso dei millenni, hanno dato origine a gole naturali, pareti rocciose, cavità e particolari conche scavate nella roccia, localmente denominate “vuddri”, autentici laboratori naturali che testimoniano l’azione continua dei processi geomorfologici.
Una giornata che, al di là dell’aspetto didattico, ha lasciato un messaggio preciso: il territorio può diventare una vera aula diffusa, capace di trasformare la conoscenza teorica in esperienza concreta.

Come sottolineato dalla prof.ssa Debora Cavarretta, dell’Ufficio stampa del Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani e firmataria del comunicato, esperienze di questo tipo rappresentano strumenti educativi di straordinaria importanza, poiché consentono ai giovani di sviluppare consapevolezza ambientale, senso civico, rispetto della biodiversità e responsabilità verso il bene comune. Percorsi educativi immersi nella realtà del territorio permettono infatti di trasformare l’apprendimento in partecipazione attiva e di rafforzare nei ragazzi la consapevolezza che la tutela dell’ambiente costituisce una responsabilità collettiva.

Perché educare al rispetto dell’ambiente significa, in fondo, educare al rispetto della persona e costruire cittadini più consapevoli, responsabili e capaci di custodire il patrimonio naturale, culturale e umano delle generazioni future.




