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birth Marco Antonio Imbrauglio acquista
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CROTONE «Una grave paralisi amministrativa che, da oltre sette mesi, priva le nostre famiglie dei necessari e vitali sostegni economici e assistenziali previsti dalla legge». 

CALABRIA VERDE ANTINCENDIO 2026
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A dichiararlo con profonda amarezza sono i genitori e i familiari dei ragazzi con disabilità gravissime di Crotone e provincia. I firmatari della missiva – Gianluca Pugliese, Paolo Proietto, Filippo Basile e Domenico Giardino – si sono uniti spontaneamente per indirizzare un’istanza formale di intervento urgente al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, all’assessore alle Politiche sociali, Pasqualina Straface, e al sindaco del Comune di Crotone, Vincenzo Voce.

Il cuore della contestazione risiede nel blocco burocratico generato dal recente passaggio di competenze gestionali della misura del Fondo nazionale non autosufficienze, un ritardo che sta gravando drammaticamente sulla quotidianità di decine di nuclei familiari del territorio.

Il testo integrale della lettera inviata alle istituzioni

I sottoscritti genitori e familiari di soggetti con disabilità gravissime residenti nel territorio di Crotone e provincia, riunitisi spontaneamente e autonomamente senza alcun legame o affiliazione con associazioni di settore, affidano a questa lettera la voce delle proprie case, dei propri figli e di un quotidiano fatto di amore, ma anche di immenso sacrificio. Rivolgiamo a Voi questa istanza formale per denunciare la grave paralisi amministrativa che, da oltre sette mesi, priva le nostre famiglie dei necessari e vitali sostegni economici e assistenziali previsti dalla legge.

Questa azione nasce da una profonda preoccupazione a seguito del mutamento delle competenze gestionali della misura Fondo nazionale non autosufficienze, precedentemente affidata all’Azienda sanitaria provinciale e attualmente passata in capo agli Ambiti sociali territoriali e ai Comuni capofila. Questo passaggio di funzioni ha purtroppo generato un blocco procedurale che sta compromettendo la continuità delle tutele e la serenità stessa dei cittadini più fragili e indifesi di tutta la provincia crotonese.

Desideriamo ricordare che, in data tre giugno scorso, una delegazione di noi genitori è stata accolta presso la Cittadella regionale dall’Assessore Pasqualina Straface, la quale, comprendendo la delicatezza della nostra situazione, aveva garantito l’adozione del provvedimento entro trenta giorni da quel confronto. Ad oggi, con profonda amarezza, dobbiamo constatare che non si registra ancora alcuna pubblicazione ufficiale dell’avviso pubblico. Allo stesso modo, il Sindaco di Crotone ha procrastinato l’esame della problematica, differendo ogni determinazione.

Dietro questi ritardi burocratici ci sono i volti dei nostri figli e la vita di intere famiglie che si trovano a vivere un persistente e doloroso stato di disagio economico, psicologico e sociale. La cura e l'assistenza alle persone con disabilità gravissima non conoscono pause, non vanno in vacanza e non possono attendere i tempi della burocrazia o i conflitti di competenza tra i diversi livelli istituzionali. Proteggere queste esistenze costituisce un dovere inderogabile, umano prima ancora che politico, e un diritto costituzionalmente garantito che esige risposte immediate, certe e concrete, che vadano oltre i soli impegni programmatici.

Per questi motivi, facendo appello alla Vostra sensibilità e al Vostro senso di responsabilità, chiediamo un intervento autorevole e risolutivo da parte del Presidente Roberto Occhiuto e di tutti gli amministratori in indirizzo. Chiediamo che, ciascuno per le proprie competenze istituzionali, ci si adoperi per l’immediata convocazione di un tavolo di coordinamento e per l’indicazione formale di una data certa e improrogabile per l’emanazione del bando e per il successivo trasferimento delle risorse finanziarie.

Come genitori e familiari rimaniamo in fiduciosa ma ferma attesa di un tempestivo riscontro, con l'unico e solo obiettivo di difendere la dignità dei nostri cari, riservandoci di attivare ogni ulteriore forma di tutela e di sensibilizzazione dell’opinione pubblica qualora l'attuale stato di attesa dovesse prolungarsi.

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