L'arte bianca
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affidato
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CROTONE «Accogliamo con stupore, ma soprattutto con crescente inquietudine, le dichiarazioni del consigliere regionale del Partito democratico Alecci, che annuncia una disponibilità politica sulla vicenda aCapo e sul rischio occupazionale che coinvolge 125 lavoratrici e lavoratori del territorio di Crotone». È quanto scrive Fabio Tomaino, segretario provinciale di Confial a Crotone, nominato recentemente portavoce nazionale dello stesso sindacato per i rapporti con la Regione Calabria.

«La preoccupazione - spiega Tomaino - non nasce certo dal fatto che qualcuno dichiari di voler intervenire, ogni attenzione è sempre benvenuta, ma dal quadro complessivo. L’iniziativa politica nei confronti del Partito democratico è stata formalmente sollecitata dalla Confial. già ai primi di gennaio, ed è stata indirizzata alla Segreteria nazionale, al Segretario regionale del Pd Calabria e anche al sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, come ampiamente documentato. A ciò è seguita un’interlocuzione diretta con il senatore Nicola Irto, che ci ha rappresentato di essersi attivato personalmente presso il sindaco di Roma per correggere quella clausola di territorialità che rischia di penalizzare il nostro territorio e di svuotare di sostanza la clausola sociale».

«Tuttavia - commenta Tomaino -, la realtà restituisce un esito diverso. Alla richiesta di ritiro in autotutela non è seguita alcuna revisione, ma una risposta del direttore generale Uberti, che in modo quanto meno dissonante ha ribadito la piena legittimità dell’impianto del bando.
Ed è proprio a questo punto che emergono alcune questioni politiche inevitabili. L’intervento politico c’è stato davvero? All’interno del partito vi confrontate tra di voi? La mano destra è consapevole delle scelte della mano sinistra?», chiede il dirigente sindacale.

«Lo chiediamo senza spirito polemico - sottolinea Tomaino -, con una vena di ironia garbata ma con assoluta serietà, perché mentre il consigliere Alecci evocava un futuro coinvolgimento dei massimi livelli del Pd, accanto a lui sedeva il segretario regionale Nicola Irto, su cui quell’intervento era già stato incardinato e rispetto al quale si era già assunto un impegno diretto. Forse, in quella sede, si sarebbe potuto raccontare non solo le intenzioni di attivarsi, ma gli sviluppi di una situazione già avviata. Invece, per l’ennesima volta, ci viene restituito il racconto della volontà, non il risultato».

«Eppure, un intervento apprezzato - ricorda il segratario di Confial -, diremmo anche tra i primi sulla questione aCapo, è stato proprio quello del consigliere comunale Andrea Devona, che insieme alla Confial ha chiesto l’immediato interessamento del Comune e del consiglio comunale di Crotone, dando avvio a un percorso istituzionale serio e concreto. Questo non vuole essere un attacco. È piuttosto un richiamo responsabile, un invito sincero rivolto a tutta la politica e a tutte le istituzioni che intendono occuparsi di questa vertenza e delle molte altre che oggi attraversano il nostro territorio, segnato da realtà aziendali che spesso trascurano sicurezza, organizzazione del lavoro e tutela della salute nei luoghi di lavoro».

«Il sindacato continuerà a portare all’attenzione problemi - assicura Tomaino -, criticità ed emergenze. Ma se vogliamo davvero superare una fase fatta solo di gestione dell’urgenza e iniziare a parlare seriamente di sviluppo, allora anche le emergenze vanno affrontate con coesione reale, dando ciascuno testimonianza concreta del proprio ruolo. Va riconosciuto, infatti, che l’unico atto tangibile prodotto finora è quello scaturito dal Consiglio comunale di Crotone, dal sindaco, dalla Giunta e dalle organizzazioni sindacali: la richiesta formale di ritiro in autotutela del bando. Un passaggio nato, ancora una volta, da un confronto istituzionale vero».

«Ed è in quella sede - solecita il sindacalista crotonese - che questa criticità può essere risolta, come già avvenuto in altre circostanze, anche più complesse. Per questo diciamo: basta fughe solitarie, basta proclami affidati a percorsi meramente burocratici, evitiamo scorciatoie come invocare stati di agitazione senza una strategia condivisa. Ogni iniziativa deve essere partecipata e trasparente, soprattutto con i lavoratori. La Confial continuerà a muoversi in questo solco. Quando si parla di unità, noi ci siamo e ci saremo.
Ma l’unità deve essere sostanziale, non simbolica, non ridotta a comunicati in sequenza o a battiture di tastiera». 

«La coesione - sostiene Toamino - si misura nei comportamenti. Lo abbiamo visto, ad esempio, nella vertenza ex Abramo, quando qualcuno ha scelto di stare accanto ai lavoratori, nelle strade, nelle occupazioni, nelle piazze, assumendosi la responsabilità di chiamare la politica davanti a migliaia di persone. In quei momenti qualcosa si è mosso, mentre altri restavano defilati, trasformandosi in presenze evanescenti. Oggi la vertenza aCapo è decisamente più risolvibile rispetto a quella dell’ex Abramo. E oggi esiste una occasione concreta: salvaguardare 125 famiglie. Questa possibilità, piaccia o no, è nelle mani del Partito democratico, perché il rappresentante legale di quel bando è un loro collega di partito e fondatore del Pd: il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri».

«Al di là di ciò che farà la Regione, di ciò che potranno fare i Comuni o le organizzazioni sindacali - commenta il segretario di Confial -, il Pd dispone di uno strumento diretto e immediato per incidere. Si faccia avanti, magari favorendo già nelle prossime ore un incontro con il sindaco di Roma alla presenza delle organizzazioni sindacali per trovare una soluzione pratica. Unità sì, ma fondata su atti concreti», conclude Fabio Tomaino.
 

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