L'arte bianca
L'arte bianca
affidato
affidato

PETILIA POLICASTRO L'ultimo consiglio comunale di Petilia Policastro, svoltosi il giorno 25 alle ore 9, si è concluso in appena 25 minuti. I consiglieri di opposizione Fernando Militerno e Mariateresa Sisca, del gruppo “RicostruiAMO Petilia – Guardando al Futuro”, hanno denunciato che la maggioranza ha approfittato della loro assenza annunciata per approvare rapidamente atti di grande delicatezza economica, senza alcuna discussione o approfondimento.

I numeri del disavanzo

Dalla documentazione approvata emerge una situazione strutturalmente deficitaria per l'ente. Le cifre evidenziano un disavanzo complessivo di amministrazione accertato pari a 2.339.258 euro (di cui 1.300.000 euro legati al Fondo anticipazione liquidazione e 1.000.000 di euro come quota del solo esercizio 2025), a cui si aggiunge un disequilibrio di gestione per il 2025 di 315.000 euro.

Il piano di rientro e i dubbi del revisore

Per risanare il milione di disavanzo del 2025, la Giunta ha proposto un piano di rientro triennale basato sulla riduzione delle spese per contenziosi, liti, arbitraggi e rinnovi contrattuali, oltre a un incremento degli incassi contro l'evasione tributaria di Imu e Irpef. Questa strategia non ha però convinto il revisore dei conti, che ha imposto all'amministrazione l'obbligo di riferire in consiglio ogni sei mesi sull'andamento del rientro, segnalando di fatto una sfiducia tecnica.

Ritardi nei progetti Pnrr e crediti non riscossi

Il revisore ha sollevato critiche anche sui ritardi dei lavori finanziati con fondi Pnrr, che rischiano la revoca se non completati entro fine agosto. Le percentuali di avanzamento vedono la scuola Rodari al 63,37%, la mensa Dante Alighieri al 51,14%, la mensa Don Mauro al 47,76%, l'asilo nido ex uffici giudiziari al 44,75% e la palestra di Pagliarelle al 38,42%. A questo scenario si sommano 644.865 euro di debiti commerciali e ben 6.216.701 euro di residui attivi (crediti non ancora incassati dal 2022), per i quali non è ancora stata avviata la procedura di rottamazione richiesta dalla minoranza.

La crisi politica della maggioranza

I problemi politici per il sindaco Simone Saporito sono iniziati nel novembre del 2025, quando i quattro rappresentanti dell'opposizione iniziale si sono dimessi in blocco. Poiché anche i non eletti hanno rifiutato la surroga, il consiglio si è ridotto da dodici a otto componenti più il sindaco. Successivamente, Militerno (attuale presidente del consiglio comunale) e Sisca hanno abbandonato la lista di maggioranza "Rinascita" per formare il proprio gruppo di minoranza, lasciando il sindaco con numeri risicati e a rischio numero legale in caso di assenze.

L'origine delle tensioni

Le forti tensioni politiche nel Comune erano scoppiate originariamente a seguito delle dimissioni della precedente opposizione. La protesta era nata dopo la decisione dell'amministrazione di affiggere manifesti funebri di condoglianze istituzionali in occasione del suicidio in carcere di uno degli assassini di Lea Garofalo, evento che era stato accompagnato in paese anche da funerali con fuochi d'artificio.

Morto in cella a Rossano il detenuto accusato dell'omicidio Pugliese