L'arte bianca
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affidato
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CROTONE Il sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, e il dirigente del settore Lavori pubblici dell’ente, Salvatore Gangemi, sono stati convocati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Crotone per procedere all’interrogatorio di garanzia.

Voce e Gangemi sono stati destinatari di un avviso di garanzia “per falso in atto pubblico”. Al centro dell'indagine, come anticipato da questo giornale, c’è la gestione del bar dello stadio “Ezio Scida” gestito dalla famiglia Vrenna.

In particolare c’è la vicenda dell'autorizzazione alla vendita di bibite che è stata rilasciata per consentire alla squadra di calcio del Crotone di disputare le partite all'interno dell'impianto sportivo nelle ultime due stagioni. Quelle che il Crotone ha disputato il campionato di Serie C.

Secondo l’ipotesi accusatoria messa in campo dall’Ufficio coordinato dal procuratore Domenico Guarascio sarebbe stato commesso un presunto illecito in quanto l’autorizzazione non sarebbe più valida perché scaduta nel 2022.

Salvo cambiamenti che, al momento non sono prevedibili, domani mattina Voce e Gangemi dovrebbero presentarsi, con i propri legali, al terzo piano del palazzo di Giustizia per chiarire le ragioni della scelta fatta. Non è la prima volta che le attività degli investigatori si concentrano sulle attività commerciali che vengono esercitate allo Scida.

In precedenza era successo nell’ambito del procedimento “Glicine Acheronte” condotto dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. Al tempo, il sindaco di Crotone non era Voce, ma c’era l’allora pm Domenico Guarascio che operava proprio per conto della Dda di Catanzaro.

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