L'arte bianca
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affidato
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CROTONE Ci sono dischi che nascono per far ballare e altri che nascono per raccontare una vita. Il nuovo progetto discografico del cantautore crotonese Vittorio Rocca, intitolato "La mia vita tra 2 mari", riesce nella rara impresa di fare entrambe le cose. Disponibile da subito su tutte le piattaforme digitali, l'album si presenta come un viaggio autobiografico intimo e senza filtri, teso sul filo conduttore di una doppia identità geografica e culturale: quella radicata nella solarità di Crotone e quella forgiata dal vento e dalle salite di Genova.

Un ponte artistico tra due sponde

Crescere tra due coste così diverse significa identificare due lingue, due culture e, in fondo, due versioni di sé stessi. Rocca traduce questa complessa mappa interiore in testi a cuore aperto e melodie capaci di alternare la spensieratezza dei ritmi estivi alla densità dei ricordi d'infanzia e di gioventù, offrendo all'ascoltatore un'esperienza autentica, priva di artefatti.

Il viaggio attraverso le tracce: tra sonorità travolgenti e nostalgia

L'album si compone di quattro tracce emblematiche, interamente scritte (testo e musica) da Vittorio Rocca, capaci di fotografare momenti specifici di questo lungo viaggio tra lo Ionio e il Mar Ligure.

Sole di Crotone È la traccia che apre idealmente la stagione estiva. Un brano trascinante, dal ritmo fortemente influenzato dalle sonorità reggaeton, che dipinge la movida del lungomare crotonese. Tra spiagge dorate, balli notturni sotto la luna argentata e la freschezza del vento ionico, la canzone celebra la Calabria come una terra vibrante e calda, capace di unire le persone in una festa senza fine.

Ballo di Crotone Un vero e proprio omaggio alle tradizioni popolari e all'attaccamento viscerale alla propria terra ("Ca sta terra i Cutroni u si scorda mai"). Il brano, arricchito da espressioni dialettali e scandito dal ritmo incalzante del tamburo, rievoca l'atmosfera delle feste di piazza sul selciato antico, richiamando la memoria della nonna e i passi di danza che diventano formule magiche contro il tempo che passa.

Genova mi ha cresciuto Rappresenta la colonna portante dal punto di vista narrativo e biografico. Il brano ripercorre con commovente lucidità l'addio alla Calabria a soli diciassette anni, quando "la divisa mi stava larga addosso". Rocca racconta l'impatto con la realtà ligure, una città inizialmente dura, fatta di turni di lavoro e silenzi nei portoni, ma rivelatasi poi una madre accogliente. Genova viene celebrata come la città che lo ha saputo prendere in braccio nelle fragilità, insegnandogli a diventare uomo e regalandogli amicizie fraterne e imperiture.

Limonata e sale Chiude il cerchio con una ventata di freschezza pop ed energia estiva. Il brano gioca sul contrasto tra la dolcezza e l'asprezza, metafora di un'estate intensa vissuta a piedi nudi sulla sabbia, tra occhiali storti, costumi rosso fuoco e ghiaccio che si scioglie sul selciato. Un pezzo accattivante che cattura perfettamente il senso di libertà e la voglia di non far finire mai la bella stagione.

Un invito all'ascolto

Con "La mia vita tra 2 mari", Vittorio Rocca non firma soltanto una raccolta di canzoni, ma consegna al pubblico un diario di bordo in musica. L'invito dell'artista è chiaro e suggestivo: "Mettete le cuffie, chiudete gli occhi e venite con me tra i due mari". Un viaggio che, a giudicare dalle prime reazioni, promette di lasciare il segno sia nel cuore dei crotonesi che in quello dei genovesi.

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