L'arte bianca
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CROTONE «In merito al dibattito sviluppatosi nelle ultime settimane sulla cosiddetta "Rottamazione quinquies" per gli Enti locali, ritengo opportuno fornire alcuni chiarimenti ai cittadini e agli operatori economici, anche alla luce delle sollecitazioni provenienti dal mondo politico, dalle associazioni di categoria e dalla società civile organizzata». È quanto precisa in una nota l'assessore al Bilancio del Comune di Crotone, Antonio Scandale. 

«Desidero innanzitutto evidenziare che l'Amministrazione comunale di Crotone – ribatte l'assessore – non si è certamente avvicinata al tema soltanto negli ultimi giorni. Al contrario, da diversi mesi l'Ente sta attenzionando con particolare interesse la misura, valutandone attentamente gli effetti sotto il profilo tecnico, finanziario e amministrativo, nella consapevolezza delle potenziali ricadute positive per cittadini e imprese».

«Occorre inoltre ricordare – sottolinea Scandale – che la prima formulazione della disciplina per gli enti locali, presentava significative criticità interpretative che hanno inevitabilmente rallentato l'attività istruttoria di molti Comuni italiani. In particolare, non risultava inizialmente chiaro se il perimetro della definizione agevolata comprendesse anche i carichi relativi ai tributi e alle entrate locali affidati all'Agenzia delle Entrate–Riscossione nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023 oppure se la misura dovesse limitarsi alle sole entrate gestite direttamente dagli enti o affidate ai concessionari locali». 

«Tale incertezza – sostiene Scandale – è stata alimentata anche dalle prime interpretazioni tecniche diffuse all'indomani dell'approvazione della norma, che evidenziavano la necessità di ulteriori chiarimenti applicativi sull'effettivo ambito di operatività della definizione agevolata. Proprio queste oggettive difficoltà interpretative, unite alla complessità degli adempimenti richiesti agli enti locali e alla necessità di acquisire i prescritti pareri tecnico–contabili, hanno reso evidente l'insufficienza dei termini inizialmente previsti dal legislatore», chiarisce Scandale. 

«Non a caso Anci e Ifel – argomenta Scandale – hanno rappresentato al Governo e al Parlamento le criticità operative riscontrate dagli enti, chiedendo una proroga delle scadenze, anche in considerazione del fatto che circa 980 Comuni erano contemporaneamente impegnati nelle procedure elettorali per il rinnovo degli organi amministrativi». 

«La successiva riapertura dei termini e la proroga al 31 luglio 2026 – a parare di Scandale – costituiscono pertanto il riconoscimento formale delle difficoltà applicative emerse nella prima fase di attuazione. Pertanto, appare oggi evidente che la prudenza e l'approfondimento adottati dall'Amministrazione comunale di Crotone non sono stati il frutto di esitazioni, ma di un approccio responsabile e rispettoso della complessità normativa, successivamente confermata dalle stesse modifiche legislative intervenute e dalla proroga concessa agli enti locali».

«È altresì necessario precisare – prosegue Scandale – un aspetto fondamentale sotto il profilo istituzionale. L'adesione alla misura non costituisce una prerogativa della Giunta, bensì del Consiglio comunale, organo cui la legge attribuisce la competenza ad adottare la relativa deliberazione. Ciò nonostante, la Giunta ha tempestivamente esercitato il proprio ruolo di indirizzo politico–amministrativo, adottando la Deliberazione n. 103 del 12 marzo 2026, con la quale sono stati incaricati gli uffici competenti di procedere alle necessarie verifiche e valutazioni di fattibilità tecnica dell'operazione».

«Nel frattempo, come in parte accennato – aggiunge Scandale –, il legislatore è intervenuto prendendo atto delle oggettive difficoltà applicative riscontrate dagli enti locali nella fase iniziale di attuazione della norma istitutiva della Rottamazione quinquies. Difficoltà che hanno interessato numerose amministrazioni italiane e che hanno reso complessa la definizione degli aspetti procedurali e finanziari necessari all'adesione. Non è un caso che sia stata successivamente prevista una nuova finestra temporale per consentire agli enti locali di completare i necessari approfondimenti e gli adempimenti previsti dalla legge, inizialmente fissata al 30 giugno 2026 e successivamente prorogata al 31 luglio 2026 per gli enti interessati dalle consultazioni elettorali».

Proprio alla luce di tale proroga e dell'attività istruttoria già svolta, il Comune di Crotone ha «formalmente avviato l'iter finalizzato all'adesione alla misura. Attualmente sono in fase di acquisizione i pareri obbligatori previsti dalla normativa vigente e, in particolare, si è in attesa del rilascio dell'ultimo parere necessario, quello dell'Organo di revisione».

«La proposta – chiarisce Scandale – è già stata formalizzata attraverso la proposta di Deliberazione di consiglio comunale numero 38 del 4 giugno 2026, il cui proponente è il sottoscritto assessore al Bilancio, a conferma del lavoro svolto e dell'attenzione costante dedicata alla questione. L'obiettivo dell'Amministrazione resta quello di assumere una decisione pienamente conforme al quadro normativo e finanziario dell'Ente, garantendo al tempo stesso il massimo beneficio possibile per la collettività e per i contribuenti interessati, nel rispetto dei principi di equilibrio di bilancio e di sana gestione finanziaria».

«Continueremo pertanto a seguire – conclude Scandale – con la massima attenzione ogni fase dell'iter, confidando che il percorso ormai avviato possa giungere rapidamente alla sua conclusione attraverso il pronunciamento del Consiglio comunale, unico organo competente ad assumere la decisione definitiva».

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