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ROMA Sono 42 le condanne diventate irrevocabili, che mettono il sigillo giudiziario sull'egemonia delle cosche di Isola Capo Rizzuto e San Leonardo di Cutro, chiude così uno dei capitoli più significativi della lotta alla ’ndrangheta nel versante ionico calabrese. La Corte di Cassazione ha infatti pronunciato lo scorso primo di aprile il verdetto finale per il troncone in rito abbreviato dell’operazione "Golgota", confermando la solidità dell’impianto accusatorio coordinato dalla Ddd di Catanzaro.

Il verdetto della Suprema Corte

I giudici di legittimità hanno rigettato quasi integralmente i ricorsi presentati dalle difese, confermando le pesanti pene già inflitte in secondo grado. Le figure apicali dei clan Arena-Nicoscia e Mannolo hanno visto confermarsi il massimo della pena previsto per il rito alternativo.

Tra i principali destinatari delle sentenze definitive figurano: Santo Claudio Papaleo, Antonio Nicoscia (classe '77), Antonio Sestito e Giuliano Mannolo: per loro la pena resta fissata a 20 anni di reclusione; Giovanni Greco: la pena è stata rideterminata in 12 anni e 10 mesi (rispetto ai precedenti 13 anni e 4 mesi); e Dante Mannolo: confermata la condanna a 9 anni e 4 mesi.

L’inchiesta: droga, armi e controllo del territorio

L’operazione "Golgota", scattata all'alba del febbraio 2021, aveva smantellato la capacità di ripresa delle famiglie mafiose isolitane dopo i colpi subiti con le precedenti inchieste "Jonny" e "Tisifone". L'indagine aveva documentato un’alleanza d’acciaio per il controllo del traffico di stupefacenti, con le cosche capaci di inondare di cocaina ed eroina non solo la provincia di Crotone, ma anche piazze di spaccio extra-regionali. Oltre al narcotraffico, la sentenza conferma l'asfissiante pressione estorsiva sul territorio e il controllo del settore del gioco d’azzardo e delle slot machine, business vitale per il sostentamento delle casse dei clan.

Uno Stato presente

Con la decisione della Cassazione, lo Stato mette un punto fermo sulla pericolosità della cosiddetta "area grigia" e dei sodalizi criminali di San Leonardo di Cutro e Isola Capo Rizzuto. Le prove raccolte - che includono intercettazioni ambientali, pedinamenti e dichiarazioni di collaboratori di giustizia - hanno retto tutti i gradi di giudizio, dimostrando l'efficacia dell'azione di contrasto operata sul territorio negli ultimi anni.

Per i 42 condannati si aprono ora le porte del carcere per l'espiazione del residuo pena, sancendo la fine di un'era criminale che aveva tentato, invano, di rialzare la testa dopo i blitz degli anni passati.

I nomi e le condanne

  1. Salvatore Arena, 13 anni e 4 mesi;
  2. Fiore Macrillò, 11 anni e 4 mesi;
  3. Francesco Macrillò, 16 anni;
  4. Giuliano Mannolo, 20 anni;
  5. Antonio Nicoscia, 20 anni;
  6. Antonio Sestito, 20 anni;
  7. Giuseppe Timpa, 16 anni e 4 mesi;
  8. Santo Vittimberga, 13 anni un mese e 10 giorni;
  9. Carmine Astorino, 6 anni e 8 mesi;
  10. Valerio Carpino, 3 anni e 4 mesi;
  11. Salvatore Cappa, 2 anni e 8 mesi;
  12. Girolamo Ferrini, 7 anni;
  13. Caterina Gaetano, 2 anni e 8 mesi;
  14. Giuseppe Geraldi, 10 anni e 8 mesi;
  15. Alessandro Giardino, 11 anni;
  16. Alfonsina Giardino, 3 anni e due mesi;
  17. Giovanni Greco, 12 anni e 10 mesi;
  18. Raffaele Gualtieri, 6 anni e 8 mesi;
  19. Mirko Iannone, 18 anni;
  20. Danilo Loscavo, 2 anni e 4 mesi;
  21. Giuseppe Macchione, 5 anni e 5 mesi;
  22. Giuseppe Mancuso, 4 anni e 8 mesi;
  23. Antonio Manfredi, 2 anni e 4 mesi;
  24. Fabio Mannolo, 9 anni e 6 mesi; 
  25. Ivan Mannolo, 13 anni e 2 mesi;
  26. Rocco Mannolo, 19 anni e 10 mesi;
  27. Rocco Marchio, 4 anni e 4 mesi;
  28. Salvatore Martino, 4 anni, 8 mesi;
  29. Lucia Mirielli, 2 anni;
  30. Angela Nicastro, 2 mesi e 20 giorni;
  31. Giacomo Pacenza, 4 anni, 8 mesi;
  32. Santo Claudio Papaleo, 20 anni;
  33. Leonardo Passalacqua, 16 anni e 8 mesi;
  34. Fabio Procopio, 12 anni e 8 mesi;
  35. Emanuel Ribecco, 7 anni e 4 mesi;
  36. Domenico Riillo, 8 anni e 4 mesi;
  37. Francesco Riillo, 2 anni;
  38. Mirko Scarpino, 11 anni e 10 mesi;
  39. Ida Maria Scerbo, 4 anni;
  40. Martino Tarasi, 10 anni;
  41. Antonio Vasapollo, 6 anni e 8 mesi; 
  42. Marco Ignazio Zedda, 2 mesi e 20 giorni.
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