Emergenza idrica: l'acqua c'è ma la papera continua a non galleggiare
Sono previste a Crotone tre giornate di stop all'erogazione idrica per un intervento improvviso alla condotta. Tra ironia e rabbia, la città fa i conti ancora con i rubinetti a secco
Ecco il testo con le parole chiave messe in evidenza per facilitare la lettura e identificare subito i concetti principali:
CROTONE Da domenica prossima e per tre giorni non sarà erogata acqua nelle case dei cittadini di Crotone. Una maledizione che ormai si ripete ogni volta che le temperature diventano torride e in occasione delle feste più importanti (Natale, Pasqua, Madonna di Capocolonna e Ferragosto). Viene ormai anche il dubbio che l’acqua che manca in circostanze particolari faccia parte della maledizione che Pitagora lanciò contro i crotonesi quando abbandonò la città.
A parte l’ironia e la rabbia c’è da dire che nessuno tra coloro che hanno i mezzi per farlo, sino ad oggi, ha messo in campo iniziative per uscire dalla situazione di degrado in cui versa la città ogni volta che i rubinetti si fermano. In verità l’attuale sindaco una buona idea l’aveva avuta quando firmò l’accordo con l’Eni ottenendo più di 17 milioni di euro.
Quando illustrò il programma delle spese disse che avrebbe ripristinato i due serbatoi di San Giorgio che sarebbero entrati in funzione in caso di emergenza idrica. Il progetto sparì con il tempo e probabilmente i fondi destinati al ripristino dei serbatoi sono confluiti tra le spese da realizzare concerti e feste. È questa la maledizione di Pitagora: fare scelte sempre contrarie al salto di civiltà. Il disservizio dell’acqua è davvero pesante da sopportare da cittadini piegati da tanti altri problemi.
Crotone, nonostante i proclami, continua a veleggiare sempre agli ultimi posti delle graduatorie della qualità della vita. L’ultimo dato, quello Istat, sulla fuga dei giovani dice che la città è destinata a sparire. La fuga dei giovani è sicuramente legata a questioni di lavoro, ma in qualche modo c’entra anche la qualità della vita. Perché un giovane deve restare a Crotone se non viene nemmeno garantita la normale erogazione dell’acqua?
Un disservizio che ha anche radici nell’organizzazione che la Regione, ovviamente non solo quella attuale, si è data. Nella gestione dell’acqua a Crotone abbiamo impegnati la Sorical, il Consorzio di bonifica, il Corap e l’Arssa. Un’organizzazione che la dice tutta sull’efficienza che dovrebbe essere garantita al sistema. L’acqua manca nonostante gli interventi di efficientamento realizzati di recente sulla condotta che alimenta l’impianto di potabilizzazione.
L’assessore regionale Antonio Montuoro aveva, nei mesi scorsi, messo in piedi un tavolo tecnico per programmare gli interventi necessari a garantire continuità nell’erogazione idrica e ridurre le perdite che fanno finire a mare milioni di litri d’acqua. È bastata una rottura, se pur importante, per mandare in tilt il sistema. C’è qualcosa che va rivisto nell’organizzazione, occorre anche pensare a come impedire all’acqua di andare a finire a mare mentre i cittadini soffrono la sete.
La provincia di Crotone è ricchissima di acqua eppure in molti comuni, compreso Crotone, ci sono periodi di razionamento come sta del resto sta già avvenendo in questi giorni nelle zone periferiche della città. Tutti gli enti preposti devono fare uno sforzo a partire dal Comune di Crotone, capofila in provincia, che non può continuare a gestire solo l’emergenza. L’acqua c’è ma la papera continua a non galleggiare.

