Giunta, ecco chi subentra in Consiglio e il caso Lamanna in Noi Moderati
Scattano quattro cambi nell’aula dopo le nomine nell'esecutivo di Voce. Dietro l’esclusione di Siciliani a favore dell’assessora spunta l’ombra di un accordo sulle poltrone
CROTONE Entrano a far parte del Consiglio comunale di Crotone, in conseguenza della nomina di consiglieri eletti da parte del sindaco Voce in giunta, Giuseppe Antonio Castagnino (300 voti) e Maria Asteriti (273 voti) della lista Crescere al posto del vicesindaco Sandro Cretella e dell'assessore Mario Megna; Maurizio Cimino per la lista “Valorizziamo Crotone” al posto di Antonio Francesco Scandale (che ha svalcato Annunziata Bossi dopo il riconteggio delle schede effettuato dall'ufficio elettorale del Tribunale); e Giovanni Russo (259 voti) per la lista “Fi - Libertà è democrazia - Voce sindaco” in ragione della nomina di Dalila Venneri.
Gli unici volti nuovi della prima giunta della seconda consiliatura del sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, sono tre: Dalila Venneri, Maria Lucia Cosentinto e Simona Ferraina. Nuovi rispetto all’esperienza diretta nell’amministrazione comunale perché Venneri è stata per il passato quinquennio consigliera comunale di maggioranza, Cosentino aveva già avuto esperienze di candidata al Consiglio e Ferraina aveva gestito al tempo del sindaco Ugo Pugliese, per un periodo, il farmer market con la società Magnamore.
Gli altri sei hanno già avuto esperienze dirette nella Giunta: Sandro Cretella, vicesindaco-quasi sindaco e super assessore per il peso delle deleghe che gestirà (Lavori pubblici, Manutenzioni, Demanio, Viabilità, Protezione Civile, Servizi Cimiteriali, Decoro Urbano, Comunicazione Istituzionale, Delega speciale all’attuazione dell’Accordo per il Contributo allo Sviluppo stipulato con Eni Spa il 21 dicembre 2022, Spettacolo, Teatro e Grandi Eventi, Affari Generali, Risorse Umane, Avvocatura).
Antonio Francesco Scandale: si riprende le deleghe che ha già gestito e precisamente Bilancio e Programmazione Finanziaria, Tributi, Patrimonio, Società Partecipate, Politiche per la gestione dei beni confiscati.
Anche Luca Bossi ritorna a gestire le deleghe del Pnrr e Programmi Complessi, Pianificazione e Politiche di Gestione dei Grandi Progetti, Innovazione Tecnologica, Sport e Impiantistica Sportiva.
Mario Megna è stato già vicesindaco e più volte assessore con il centrosinistra, ora con Voce torna in Giunta dopo avere gestito la carica di presidente del consiglio comunale. Voce gli ha conferito le deleghe della Tutela dell’Ambiente e Sostenibilità Ambientale, Rifiuti, Risanamento Ambientale, Politiche Energetiche e Transizione Energetica, Servizio Idrico Integrato, Randagismo, Polizia Locale, Verde Pubblico.
Giovanni Greco ritorna a gestire Urbanistica, Edilizia, Gestione e Controllo del Territorio, Toponomastica. Per la sua conferma Voce ha dovuto fare l’alchimista e il rais. Greco è entrato perché Voce ha convinto o imposto agli alleati di farsi interamente carico di indicare quattro rappresentanti di genere. Se da parte degli alleati (Fratelli d’Italia e Forza Italia-Noi moderati- Libertà è democrazia) ci fosse stato un tentativo di nominare solo una donna e un uomo per le postazioni di loro competenza rischiava soprattutto di non essere indicato Greco.
Non a caso sino a quando non è stato sciolto il nodo che i partiti alleati aveva accolto la richiesta (si erano piegati alla volontà del rais) Voce non aveva reso noto, nemmeno tra le sue fila, il nome del quinto assessore di sua pertinenza. Voce, insomma, ha vinto due volte: la prima volta quando ha ottenuto oltre il 62% dei consensi passando al primo turno e la seconda quando ha ottenuto tutto quello che voleva con gli alleati.
Non solo l’indicazione di ben quattro assessore di genere sui nove da nominare, ma anche assegnando ai suoi fedeli le deleghe più pesanti. Il sesto volto noto è quello di Giovanna Lamanna. Anche lei ha fatto parte della squadra di Voce nella precedente consiliatura, ma per un periodo. La sua proposta era stata fatta da Antonio Megna, oggi candidato per la carica di presidente del Consiglio. È la nomina che non era stata preventivata da nessuno.
Viene indicata in quota Noi moderati e oggi il coordinatore cittadino di questo partito, Pisano Pagliaroli, ha chiarito che è una tesserata. Sicuramente avrà fatto la tessera, ma le male lingue del centrodestra parlano di un accordo che ci sarebbe stato tra Antonio Megna e Pagliaroli. Sino a l’altro ieri il nome che veniva fatto per ricoprire la carica di assessore per conto di Noi moderati era quello di Benedetta Siciliani, che era stata candidata nella lista e non eletta.
Come mai, poi, è uscita di scena Siciliani ed è entrata Lamanna? Le male lingue del centrodestra raccontano che ci sarebbe stato un accordo tra Pagliaroli e Megna. Questo accordo prevedeva di indicare Lamanna, gradita a Megna, e in cambio Noi moderati avrebbe ottenuto un posto nel Consiglio di amministrazione dell’Akrea e un posto negli staff. Due postazioni che, come abbiamo scritto ieri, erano state assegnate alla lista di Megna.
Della vicenda delle nomine spettanti a FdI abbiamo già scritto tanto e resta solo da ribadire che i rospi che, in tanti, hanno dovuto ingoiare hanno prodotto grandissimi mal di pancia che richiedono tempi lunghi per sperare in un miglioramento.
Resta solo da evidenziare che Dalila Venneri gestirà deleghe pesanti quali la Cultura, Pubblica Istruzione, Università, Antica Kroton, Politiche Giovanili, Pari Opportunità; Maria Lucia Cosentino: Politiche Sociali, Politiche per la Salute, Politiche Agricole; e Simona Ferraina Turismo, Crocieristica, Cooperazione Internazionale, Politiche per la Casa, Infrastrutture, Trasporti. Non tutte le deleghe assegnate ufficialmente oggi hanno il medesimo peso sul piano della rappresentanza amministrativa.




