Nicola Corigliano: «Museo chiuso nel pieno dell'estate, è un paradosso»
L'ex assessore alla Cultura interviene sul caso del Museo archeologico nazionale di Crotone: «La fruizione del patrimonio è un servizio pubblico essenziale»
CROTONE Il blocco prolungato delle attività del Museo archeologico nazionale di Crotone nel cuore della stagione estiva sta sollevando forti polemiche tra i cittadini e gli operatori turistici. Sulla vicenda è intervenuto duramente l'ex assessore comunale alla Cultura, Nicola Corigliano, che analizza il pesante impatto economico e sociale per la comunità e richiama le istituzioni a garantire la tutela di un diritto fondamentale, soprattutto nei mesi a maggiore flusso turistico.
Il paradosso estivo
L'ex esponente della giunta analizza senza giri di parole il sentimento che si respira in città, definendo inaccettabile la serrata proprio nel periodo di massima visibilità del territorio. «È palpabile, in questo periodo, il malcontento della comunità per la chiusura del Museo archeologico nazionale nel pieno dell'estate. Colpisce profondamente che, in un territorio a vocazione turistica, un simile attrattore resti chiuso proprio nel periodo di massimo afflusso turistico, ordinando l'offerta autentica della città. Per quanto le ragioni possano essere legittime è difficile restare in silenzio innanzi a un tale paradosso!» ha dichiarato Corigliano, evidenziando il danno arrecato sia all'indotto locale sia alla stessa cittadinanza.
«Una ferita per la città - rincara l'ex assessore -, che perde un'occasione di valorizzazione, un duro colpo all'economia locale, protesa a vivere di determinate attrattive, una forte delusione per i turisti ma anche per i residenti, privati dell'accesso a un bene identitario, di uno spazio vitale di crescita, proprio nel periodo in cui avrebbero maggiore tempo libero per fruirne».

Il quadro normativo
Nel suo intervento, l'ex assessore dà una precisa veste giuridica alla protesta, richiamando il codice di settore e la Costituzione italiana per dimostrare come la continuità della fruizione culturale sia un obbligo istituzionale e non un'opzione secondaria. «In un tale scenario - sottolinea Corigliano - è bene ricordare come l'effettiva accessibilità alla cultura da parte della generalità dei cittadini costituisca un interesse pubblico primario e come, in particolare, la fruizione dei beni culturali di proprietà pubblica sia riconducibile alla nozione di servizio pubblico (art. 101 codice dei beni culturali). Segnatamente si tratta di attività rientrante tra i livelli essenziali delle prestazioni di cui all'art. 117, comma 2 Cost. (decreto legge 146/2015). In sostanza l'apertura al pubblico del Museo archeologico nazionale di Crotone, attualmente chiuso per lavori di ristrutturazione, è riconducibile al novero dei servizi pubblici essenziali!».
La gestione dei cantieri
Corigliano si sofferma poi sulle modalità di pianificazione degli interventi strutturali che stanno interessando l'edificio di via Risorgimento, invocando una programmazione più stringente per evitare imprevisti. «Vista la centralità della fruizione del patrimonio culturale l'auspicio è che, in fase di programmazione di lavori museali, possa sempre analizzarsi, dettagliatamente, ogni scenario al fine di prevenire varianti in corso d'opera e imprevisti di vario genere in grado di compromettere il rispetto dei tempi stabiliti, dunque anche un'eventuale riapertura programmata di un museo».
Per dare forza alla sua tesi, l'esponente politico propone un parallelismo con i grandi poli museali nazionali, evidenziando una disparità di attenzione mediatica. «Immaginiamo cosa sarebbe successo se si fosse verificata una chiusura prolungata degli Uffizi a Firenze. Tale chiusura avrebbe, sicuramente, scatenato forti contestazioni globali e reazioni istituzionali. L'eco mediatico e la mobilitazione dell'opinione pubblica sarebbero stati, senz'altro, diversi! Ma, la chiusura, specie se prolungata, di un museo, sia centrale che periferico, non è mai tollerabile! Il museo è un presidio culturale economico e sociale la cui apertura rappresenta un servizio pubblico essenziale!».
Il rilancio globale
Nonostante il quadro critico attuale, la nota si chiude con una forte prospettiva di rilancio che sfrutti lo straordinario valore dei reperti crotonesi, citando il caso della temporanea trasferta all'estero di uno dei pezzi più pregiati della collezione. «Si spera che l'apertura del nostro museo avvenga nel più breve tempo possibile e possa rappresentare l'occasione ideale per portare Crotone, attraverso grandi eventi di richiamo culturali nazionali e internazionali, al centro della cultura mondiale. I nostri tesori unici, come il celebre diadema, attualmente in esposizione al Museo dell'Acropoli di Atene, dove sta attraendo gente proveniente da ogni dove, siano protagonisti di eventi di richiamo globale da svolgersi nella città di Crotone!».
In quest'ottica, Corigliano assegna un compito preciso all'ente locale, affinché vigili sui tempi e promuova lo sviluppo del comparto. «In un tale scenario l'amministrazione comunale svolga un ruolo di costante pungolo nei confronti del Ministero affinché l'identità del territorio venga valorizzata in loco, attraverso manifestazioni di grande respiro, che guardano lontano e possono facilitare il suo inserimento nei grandi circuiti turistici mondiali. D'altronde il sindaco Voce ha più volte ribadito la centralità della cultura e del turismo come motore di sviluppo del nostro territorio».




