L'arte bianca
L'arte bianca
affidato
affidato

CROTONE I Parchi archeologici di Crotone e Sibari si preparano a inaugurare la stagione estiva 2026. Un progetto ambizioso, sulla carta, che punta a trasformare le aree archeologiche in teatri a cielo aperto, dove la storia millenaria del territorio prova a dialogare con la contemporaneità attraverso la musica, l'arte e le eccellenze enogastronomiche. Nelle intenzioni dei promotori, si tratta di un vero e proprio "viaggio multisensoriale" che prenderà il via nell'immediato.

A delineare la filosofia dell'iniziativa è lo stesso direttore dei Parchi archeologici di Crotone e Sibari, Filippo Demma:

Questa complessa programmazione risponde pienamente alle linee di indirizzo strategico tracciate dal Ministro della Cultura, on. Alessandro Giuli, dando concretezza all'idea di un patrimonio archeologico dinamico, inclusivo e capace di generare nuove opportunità per i territori. Lavoriamo per valorizzare le radici dell'identità nazionale attraverso la trasformazione dei luoghi della memoria in centri pulsanti di confronto, fruizione sociale e crescita collettiva. Eccellenze agroalimentari ed enogastronomiche, musica e testimonianze storiche non sono mondi distanti, ma espressioni diverse di una medesima civiltà. I nostri siti non devono essere trattati come monumenti immobili da contemplare a distanza, ma come un linguaggio attuale, in grado di coniugare il rigore della tutela con il dinamismo e la vitalità delle arti

Parole condivisibili, che tuttavia cozzano con la realtà dei fatti non appena si analizzano i dettagli dei singoli cartelloni. Emerge infatti una profonda, quasi imbarazzante, disparità di investimenti e attenzioni tra le due principali aree del Parco archeologico. Se Sibari si conferma il baricentro dorato dell'estate culturale ionica, Crotone viene relegata a un ruolo di comparsa, quasi un'appendice di passaggio.

La sproporzione degli eventi: Crotone "mordi e fuggi", Sibari pigliatutto

La differenza di trattamento si nota fin dal debutto. Sibari si accaparra l'esclusiva di Vinitaly and the City (dal 17 al 19 luglio), il prestigioso fuori salone del vino del Mezzogiorno caratterizzato da degustazioni guidate, masterclass e focus istituzionali curati da ISMEA. Sempre a Sibari, sabato 18 luglio, inaugurerà l'attesa mostra archeologica “Orghia. Miti, riti e misteri”, curata personalmente dal Direttore Demma. Crotone presta i suoi preziosi reperti inediti (provenienti dal santuario di Capo Colonna) per arricchire l'esposizione, ma la mostra – e i visitatori che attirerà – rimarranno stabilmente nell'area della Sibaritide.

Anche sul fronte concertistico, la sproporzione è netta. La partnership con il rinomato Peperoncino Jazz Festival 2026 si traduce a Crotone in un soffio di soli quattro giorni. Dal 23 al 26 luglio, il Teatro del Parco Archeologico di Capo Colonna ospiterà eventi di indubbio spessore (il Joe Barbieri Trio, il Gianluca Guidi Quartet, Tony Esposito e la serata dedicata al tango con l’Orchestra Filarmonica della Calabria), preceduti il 22 luglio dall'inaugurazione a Le Castella (Isola Capo Rizzuto) con il duo Toca Tango. Ma finita questa rapidissima parentesi di luglio, il silenzio. Crotone scompare dai grandi circuiti dei concerti estivi, accontentandosi a fine agosto di semplici e "intime" passeggiate acustiche con il cantautore Sasà Calabrese nel Museo di Capo Colonna.

Al contrario, dal primo al 10 agosto, Sibari si trasforma nel cuore pulsante dello spettacolo dal vivo con la rassegna #Sibarinprogress. Un cartellone fuoriclasse che inanella senza sosta giganti della musica nazionale e internazionale: dall'omaggio sinfonico a Ennio Morricone con l'Orchestra Filarmonica della Calabria e Dave Schroeder, al leggendario batterista Bill Bruford (con il Pete Roth Trio), passando per Raphael Gualazzi, il maestro del jazz Enrico Rava, i Neri per Caso, Karima, Raiz, fino ad arrivare allo storico sound degli Avion Travel.

Anche il gusto dimentica il Crotonese

Il divario non si limita alla musica. Persino l'importante spin-off enogastronomico “Vinitaly and the City – Follow Up: Il grano che unisce il Sud” – un ciclo di showcooking, dibattiti e approfondimenti scientifici sulla biodiversità cerealicola meridionale con prestigiosi chef e firme del giornalismo di settore (come Luciano Pignataro e Rocco Catalano) – si svolgerà esclusivamente nei fine settimana di agosto al Parco Archeologico della Sibaritide.

Il territorio crotonese, culla della scuola pitagorica e della Magna Graecia, resta così escluso da quel "laboratorio di crescita collettiva" e di valorizzazione agroalimentare tanto sbandierato nelle premesse della direzione dei Parchi.

Un'occasione persa per Crotone

L'idea di rendere i parchi archeologici delle "piazze vive" è una sfida culturale straordinaria, ma non può essere applicata con pesi e misure così differenti. Limitare la programmazione crotonese a una manciata di date concentrate in pochissimi giorni di luglio significa non credere fino in fondo nelle potenzialità di attrattiva turistica e culturale di Capo Colonna e della città di Crotone.

Mentre Sibari si appresta a vivere un'estate da protagonista assoluta tra grande musica, mostre di richiamo nazionale e festival del gusto, Crotone rischia di restare ancora una volta a guardare, vittima di una programmazione troppo timida e decisamente sottodimensionata rispetto al suo glorioso passato.

Libertà è democrazia, Russo bacchetta la minoranza per l'uscita dall'aula
Megna lancia il Patto per lo Ionio: svolta reale o l'ennesimo manifesto?