L'arte bianca
L'arte bianca
affidato
affidato

CATANZARO Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Catanzaro ha ordinato la revoca della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di Flavio Stasi, Primo Cittadino della città di Corigliano Rossano, comune situato nel Cosentino. Il politico era stato direttamente coinvolto nell'ambito della complessa inchiesta giudiziaria denominata "Ginestra", coordinata e condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) del capoluogo calabrese.

CALABRIA VERDE ANTINCENDIO 2026
CALABRIA VERDE ANTINCENDIO 2026

Il percorso legale e la decisione del gip

La svolta giudiziaria è giunta a seguito di una scelta procedurale specifica effettuata dal collegio difensivo dell'amministratore locale. I legali rappresentanti di Flavio Stasi, infatti, avevano preferito non avanzare alcuna formale istanza di revoca della misura al Gip, decidendo di rivolgersi in modo diretto ai giudici del Tribunale della Libertà, con un'udienza che era stata appositamente calendarizzata per il prossimo 10 novembre. 

Nonostante la trattazione pendente dinanzi al riesame, la decisione di rimettere in libertà il sindaco è maturata autonomamente a seguito delle minuziose valutazioni effettuate dal giudice competente. Il magistrato ha vagliato complessivamente gli elementi di novità e di chiarimento emersi durante l'interrogatorio di garanzia dell'indagato, unitamente all'articolata memoria difensiva depositata formalmente dagli avvocati dell'amministratore. Stasi è assistito dagli avvocati Mauro Mitidieri e Maurizio Minnicelli. 

Il rientro alla guida del comune calabrese

Con l'annullamento della restrizione della libertà personale, vengono automaticamente a cadere tutti i presupposti normativi stabiliti dalla legge Severino in materia di sospensione di diritto dalle cariche pubbliche elettive. Di conseguenza, Flavio Stasi può fare immediato rientro negli uffici comunali per riprendere il pieno esercizio delle sue funzioni istituzionali e politiche. Nel periodo di assenza forzata, la guida dell'amministrazione cittadina era stata temporaneamente affidata alla figura del Vicesindaco.

Le contestazioni dell'inchiesta "Ginestra"

Il quadro accusatorio formulato dagli inquirenti nei confronti di Flavio Stasi resta comunque severo. La Dda contesta al Primo Cittadino il reato di voto di scambio politico-mafioso. Nello specifico, l'ipotesi investigativa sostiene che l'amministratore abbia richiesto un concreto sostegno elettorale a diversi esponenti vertice della criminalità organizzata locale in occasione della competizione per le elezioni amministrative del 2024. In cambio del bacino di voti promesso, il sindaco avrebbe offerto l'impegno per l'ottenimento di posti di lavoro.

Cure domiciliari a Crotone, l’Asp: «Nessun blocco, stop agli sprechi»
Crotone, è "vietato" fallire contro il Giugliano: servono i tre punti