Petilia Policastro, vile aggressione al giornalista Francesco Rizza
Due persone a volto coperto lo hanno costretto a rientrare nella propria abitazione l'altra sera per poi infierire. La vittima è dovuta ricorre alle cure in ospedale
PETILIA POLICASTRO Vile aggressione ai danni del giornalista e scrittore Francesco Rizza registrata l'altra sera nella propria abitazione di Petilia Policastro per mano di due persone incappucciate.
I due balordi avrebbero costretto a rientrare dentro casa il giornalista che era poco di fuori l'uscio per poi dargliele all'impazzata. Rizza in queste ore si è recato presso il Pronto soccorso del San Giovanni di Dio di Crotone in attesa di una diagnosi che potrebbe richiedere quasi certamente il ricovero.
Vicinanza è stata subito espressa dalla sezione Anpi di Crotone di cui Rizza e parte attiva. L'Anpi nella nota «esprime vicinanza e affetto nei confronti di Francesco Rizza, amico, giornalista e compagno della nostra associazione, oltre a manifestare profondo dissenso e preoccupazione per il clima di violenza che ormai da diverso tempo si è venuto a creare nell’entroterra petilino, pur esempio ed espressione ancora oggi di civiltà e umanità. Condanniamo il vile gesto non giustificabile da nessun punto di vista e dannoso per una comunità che meriterebbe riconosciuto invece, un ruolo primario dal punto di vista sociale, all’interno delle operose comunità calabresi.A Francesco va il nostro più affettuoso abbraccio».
Solidarietà arriva anche dall'Arci Crotone che in una nota «esprime piena solidarietà a Francesco Rizza, giornalista libero e voce scomoda, colpito per il suo lavoro di informazione e di verità. Quello che è accaduto non è un fatto isolato né un semplice episodio di violenza: è un atto criminale, fascista e mafioso, perché usare la violenza per intimidire un giornalista significa voler zittire il diritto di una comunità a sapere, capire, scegliere. Denunciamo con forza il clima di intimidazione che da tempo attraversa l’entroterra petilino e che rappresenta un attacco diretto alla democrazia, alla libertà di stampa e alla dignità dei territori, che non possono e non devono essere consegnati alla paura e al silenzio. Arci Crotone non accetta che la violenza diventi linguaggio politico e sociale. Difendere chi racconta i fatti è una responsabilità collettiva. Siamo al tuo fianco, Francesco.Non sei solo».
All'amico e collega Francesco Rizza giungano la solidarietà e la vicinanza della redazione della Provincia crotonese con l'augurio di una veloce ripresa.

