L'arte bianca
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CROTONE Riceviamo e pubblichiamo la replica integrale di Gianluca Bruno, già sindaco di Isola di Capo Rizzuto e presidente del “Comitato cittadini per il Sì” in risposta all’articolo «Stravince il "No" nel Crotonese: il "Sì" avanti a Isola, Cutro e Umbriatico» pubblicato dalla Provincia crotonese a firma di Gaetano Megna il 23 marzo scorso.

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In merito all’articolo pubblicato sul risultato del referendum nel Crotonese, riteniamo necessario esprimere con la massima chiarezza il nostro dissenso per i contenuti che riguardano la città di Isola di Capo Rizzuto. Nel pezzo si suggerisce che l’affermazione del “Sì” nel nostro Comune sarebbe legata alla presenza di fenomeni criminali sul territorio. Un’affermazione grave, offensiva e priva di qualsiasi fondamento.

Un simile accostamento rappresenta un attacco diretto alla dignità dei cittadini di Isola di Capo Rizzuto, che hanno votato liberamente e consapevolmente come tutti gli altri italiani. È un insulto anche verso chi, come noi, ha sostenuto il Sì in modo pubblico, trasparente e con argomentazioni politiche, svolgendo un lavoro alla luce del sole e nel pieno rispetto del confronto democratico.

Se davvero si volesse sostenere che la presenza mafiosa influenzi il voto, allora lo stesso criterio dovrebbe essere applicato ovunque. E invece non accade. A Napoli, città che da decenni combatte la camorra, il “No” ha superato il 70%. Eppure nessuno ha insinuato che quel risultato sia “figlio della camorra”, né qualcuno ha pensato di mortificare i cittadini napoletani attribuendo il loro voto a condizionamenti criminali. Perché allora Isola di Capo Rizzuto dovrebbe essere trattata diversamente? Perché due pesi e due misure?

I cittadini non sono responsabili dei fenomeni criminali che lo Stato combatte da anni. Attribuire un risultato elettorale alla criminalità significa colpire ingiustamente un’intera comunità, cancellando il valore del voto e alimentando stereotipi che danneggiano territori già spesso vittime di pregiudizi. Significa mortificare il lavoro dignitoso di quanti continuano a far politica nei territori e cercano di portare avanti con sacrificio una passione che li lega.

È legittimo analizzare i dati elettorali. Non è legittimo usare la mafia come strumento retorico per delegittimare un risultato democratico solo perché non coincide con le aspettative di chi scrive e che, tra l’altro, passa una parte della sua vita proprio a Isola di Capo Rizzuto. Sarebbe stato interessante invece analizzare quanti personaggi di rilievo pubblico si sono defilati e nascosti e non hanno portato avanti con continuità le ragioni del Sì dinnanzi ai cittadini per informarli correttamente. Noi lo abbiamo fatto!

Il voto è un diritto costituzionale e merita rispetto, così come lo meritano i cittadini di Isola di Capo Rizzuto.

Chiediamo alla redazione di riconoscere la gravità dell’accostamento fatto e di evitare in futuro ricostruzioni che, invece di informare, finiscono per offendere e distorcere la realtà. La nostra comunità non accetta di essere trattata come un bersaglio facile e se così non sarà presenterò formale esposto/querela. Il rispetto non è un optional.
Gianluca Bruno già sindaco di Isola di Capo Rizzuto e presidente del “Comitato cittadini per il Sì”

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Francamente non comprendo il motivo della contestazione di Gianluca Bruno, perché non ho scritto che ad Isola Capo Rizzuto la ‘ndrangheta ha fatto campagna elettorale per votare a favore del Sì. Ho, infatti, parlato di “una strana combinazione”.

La “strana combinazione” è dovuta al fatto che, nell’intera provincia di Crotone, il Sì ha vinto solo in tre Comuni (Isola Capo Rizzuto, Cutro e Umbriatico), due dei quali interessati dalla presenza di potenti clan. Non intendevo e non intendo dire altro rispetto al fatto che si è registrata “una combinazione”.

Niente di offensivo o accusatorio. Ovviamente so bene che chi ha lavorato, per portare più consensi al Sì, lo ha fatto per misurarsi politicamente sia a Isola Capo Rizzuto che a Cutro. Niente di più. So anche bene che, nei partiti del centrodestra, c’è in atto un braccio di ferro tra diverse correnti per misurarsi e anche il voto al Sì ha questa chiave di lettura.

Non c’è dubbio che la parte del centrodestra che ha portato voti al Sì a Isola Capo Rizzuto e Cutro ha dimostrato di avere un rapporto privilegiato con gli elettori. Detto ciò, comunque, c’è da sottolineare che chi abita in Comuni, con forte presenza di organizzazioni criminali, dovrebbe sentirsi offeso per la presenza ingombrante e asfissiante della criminalità organizzata nel territorio e non dalla cronaca raccontata dai giornali.

Fa, in ogni caso, onore a Bruno intervenire per difendere la sua onorabilità e quella degli altri cittadini di Isola Capo Rizzuto, che nessuno ha inteso offendere. Per quanto riguarda, invece, il riferimento a Napoli e altri territori non può sfuggire che, in diversi comuni della Provincia di Reggio Calabria dove la presenza ‘ndranghetista è asfissiante, si è affermato il Sì. 
g. m.


 

 

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