Passovecchio, veleni in falda: «Dov’è la sorgente dell’inquinamento?»
L’Associazione Cittadini Liberi analizza la perizia A2A e sollecita Mase, Comune e Arpacal: «Censire e analizzare i pozzi agricoli tra Margherita e Gabella»
CROTONE L'associazione Cittadini liberi interviene con un pesante interrogativo sulla questione ambientale legata all'area industriale di Passovecchio, sollevando dubbi dopo aver visionato le carte ufficiali.
«Più approfondiamo l'Analisi di rischio presentata da A2a, più emerge una questione che riteniamo ancora più preoccupante della contaminazione già accertata sotto l'impianto di Passovecchio» dichiara l’associazione.
«A2a sostiene che l'inquinamento della falda sia dovuto a fenomeni di trasporto sotterraneo provenienti da monte, ma nello stesso documento afferma che «la reale ubicazione della sorgente o delle sorgenti primarie di contaminazione è attualmente sconosciuta».
«E allora la domanda è inevitabile: dov'è la sorgente? È stata realmente cercata risalendo la falda verso monte e, soprattutto, fino a dove?» prosegue la nota dell'associazione.
Il rischio per le aree agricole e abitative
La preoccupazione del sodalizio si estende ben oltre i confini del singolo impianto industriale, interessando le zone circostanti e le attività agricole della fascia costiera.
«Il problema potrebbe essere molto più vasto del perimetro A2a. Lungo la fascia costiera, da Passovecchio verso Margherita e Gabella, esistono vaste aree agricole, abitazioni e pozzi. A Margherita risulta documentalmente anche l'utilizzo di acque sotterranee per uso irriguo e la presenza storica di siti interessati da Cic e scorie industriali» evidenziano da Cittadini liberi.
«Non stiamo dicendo che la contaminazione di A2a provenga da quelle aree. Stiamo ponendo una questione molto più seria: se non conosciamo la sorgente, sappiamo realmente cosa c'è nel sottosuolo a monte di queste aree e conosciamo la qualità delle acque utilizzate attraverso i pozzi?».
I contaminanti e i rischi sanitari rilevati
I dati emersi dall'analisi del documento evidenziano la presenza di diverse sostanze inquinanti e confermano criticità per la salute pubblica.
«La stessa Analisi A2a non parla soltanto di arsenico, ferro, manganese e solfati, ma considera anche sostanze rilevate nelle precedenti campagne quali tricloroetilene, tetracloroetilene, triclorometano e cloruro di vinile. Inoltre conclude che i limiti per il rischio della risorsa idrica vengono superati e che l'ingestione diretta dell'acqua di falda costituisce un rischio sanitario-ambientale nello scenario considerato» fa notare l'associazione.
«Per questo chiediamo a Mase, Arpacal, Asp, Regione Calabria e Comune di Crotone di chiarire quali indagini siano state effettuate per individuare la sorgente, se siano stati censiti i pozzi privati e agricoli della zona e quali analisi siano state effettuate sulle loro acque».
Le richieste agli enti e il ruolo del sindaco
L'associazione ha già intrapreso i primi passi formali per seguire da vicino l'evoluzione della vicenda e sollecita un intervento diretto del primo cittadino.
«L'associazione Cittadini liberi ha già chiesto formalmente al Mase di partecipare come uditore/osservatore alla Conferenza di servizi convocata sull'Analisi di rischio A2a» rende noto il comunicato.
«E ci auguriamo che questa volta anche il sindaco Vincenzo Voce, nella sua funzione di autorità sanitaria locale, partecipi alla Conferenza facendo valere fino in fondo le proprie competenze e portando non parole o dichiarazioni generiche, ma analisi, dati sanitari e valutazioni degli organismi competenti. Nel ricorso contro il rinnovo dell'Aia del 2025 è stata contestata proprio la mancata acquisizione del Parere sanitario del sindaco previsto dall'art. 29-quater del D.Lgs. 152/2006 e delle relative prescrizioni sanitarie».
«Perché oggi non basta sapere che la falda sotto A2a è contaminata. Bisogna sapere da dove arriva quella contaminazione, cosa c'è a monte e se le acque dei pozzi utilizzate nelle aree agricole e abitate siano state réellement controllate», conclude il presidente dell'associazione, Giuseppe Pirillo.


