L'arte bianca
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affidato
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CROTONE Sono 45 i professionisti che hanno i requisiti per ottenere l’incarico di direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale di Crotone. La rosa degli idonei per il conferimento dell’incarico è stata pubblicata ieri, 3 giugno, sul Burc (Bollettino ufficiale regione Calabria). Nell’elenco ci sono già noti per avere ricoperto, a vario titolo, incarichi presso l’Asp di Crotone.

Tra questi nomi c’è il medico Pietro Luigi Brisinda, che già ricopre incarichi a livello di distretto, il medico Antonio Graziano attuale direttore generale prorogato per un massimo di 45 giorni, dopo la scadenza dell’incarico del 31 maggio scorso, e c’è il tedesco Thomas Schael che ha già ricoperto l’incarico di direttore generale tra il 2006 e il 2008.

Schael fu nominato dalla giunta regionale di centrosinistra guidata dall’allora presidente Agazio Loiero. L’assessore regionale alla Sanità era Doris Lo Moro. È stato proprio Schael a scegliere il trasferimento degli uffici di gestione dell’Azienda di Crotone nella struttura attuale del Granaio a Fondo Gesù. La stipula del contratto provocò molte polemiche e l’allora parlamentare Dorina Bianchi presentò anche una interrogazione in Parlamento perché l’area in cui ricadeva la struttura si trovava in prossimità del fiume Esaro, zona a rischio alluvione.

La sua gestione fu molto criticata anche per alcuni acquisti: lampadari di Murano, quando ancora la direzione strategica dell’Asp era ospitato in uno stabile di piazza Umberto I. Lampadari ovviamente acquistati con i soldi dei cittadini calabresi (15.000 euro). Nel primo anno di gestione il bilancio dell’Azienda si chiuse con un disavanzo di 33.754.057,71 euro e nel 2007 arrivò a 51.176.014,74. Non che le cose andassero meglio prima.

Nel 2005, infatti, l’allora presidente Michele Talarico, nominato dal presidente Giuseppe Chiaravalloti (centrodestra) aveva chiuso il bilancio con un passivo di 24.588.809,26 euro. Situazioni di altri tempi che hanno contribuito a creare una voragine che ancora gli utenti della sanità calabrese di oggi continuano a pagare a caro prezzo. Dopo Crotone il “tedesco-napoletano”, come lo avevano etichettato al tempo di Crotone alcuni esponenti della politica, ha girovagato in molte aziende sanitarie italiane. Ora ha fatto domanda per ritornare al punto di partenza magari per avviare un nuovo ciclo di incarichi.

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