L'arte bianca
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affidato
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CROTONE Anche Giacomo Combariati ha lasciato lo scorso 26 maggio la Casa circondariale di località Passovecchio. Esattamente come era accaduto una settimana fa per Fabio Manica, l'imprenditore si trova adesso agli arresti domiciliari.

Combariati e Manica erano stati arrestati lo scorso 17 aprile quando il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Crotone, Assunta Palumbo, aveva disposto l'applicazione della misura cautelare in carcere (per entrambi) nell'ambito dell'operazione “Teorema” che punta a fare luce su un presunto sistema di appalti pilotati alla Provincia di Crotone verso professionisti e imprenditori amici in cambio di denaro. La Procura contesta a loro carico accuse a vario titolo, condivise anche con gli altri indagati principali, come l'associazione a delinquere, la corruzione, il falso in atto pubblico e la truffa in erogazioni pubbliche.

La misura cautelare in carcere, per Giacomo Comberiati e  Fabio Manica, era stata confermata lo scorso 2 maggio dal Tribunale del riesame di Catanzaro. Ieri, invece, il gip ha gradato la misura cautelare ai domiciliari su istanza presentata dal legale dell'imprenditore, l'avvocato Domenico Rizzuto del Foro di Crotone, dietro anche la presentazione di un memoriale da parte dell'indagato che è adesso nelle mani della Procura pitagorica, titolare delle indagini.

Nessuna ammissione di responsabilità, precisa il legale, piuttosto un chiarimento dettagliato del ruolo svolto da Combariati in qualità di imprenditore della ditta sotto i fari dell'inchiesta. Si tratta della “Sinergyplus Srl”, società di ingegneria e servizi tecnici fondata nel 2022 con sede legale e amministrativa a Modena, guidata dall'amministratore unico e ingegnere Giacomo Combariati. Società, almeno secondo la Procura, di cui Fabio Manica, ex vicepresidente della Provincia (poi facente funzioni per un breve periodo) era socio occulto e manovratore.

Secondo quanto ricostruito dalla Procura, la Provincia di Crotone e altri Comuni del territorio avrebbero affidato incarichi e appalti "sotto soglia", legati all'edilizia scolastica e all'efficientamento energetico, a professionisti "amici" che, una volta incassato il compenso, avrebbero rigirato una quota delle parcelle ai conti della Synergiplus Srl, la quale a, sua volta, li avrebbe poi ridistribuiti ad altri indagati.

Oltre a Combariati e Manica, personaggi chiave di “Teorema”, sono 18 le persone indagate e iscritte dunque nel registro della Procura pitagorica. Per altri tre di loro, sempre il gip di Crotone aveva applicato la misura cautelare su richiesta della Procura. Si trovano per questo ancora ai domiciliari i coniugi e professionisti Luca Bisceglie e Rosaria Luchetta; mentre è applicato il divieto di dimora ai danni di Francesco Manica, avvocato e fratello di Fabio. Misure cautelari che, almeno per il momento, restano invariate.


 

 

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