Antica Kroton, quell'elenco sveglia i sognatori e riporta tutti alla realtà
Nel report del movimento "Crescere" lo stato dell'arte sul mega progetto: cancellata l'illusione di una "Pompei" della Magna Graecia nonostante l'impiego di oltre 61 milioni
CROTONE Quando alla fine degli anni '90 del millennio scorso, quando era stato immaginato il progetto Antica Kroton, si prospettava la realizzazione di una serie di interventi che avrebbero consegnato al resto del mondo una novella Pompei. Il sogno era quello di vedere migliaia di turisti impegnati in una passeggiata tra i resti archeologici che iniziava dall’area industriale, continuava nella zona di via Acqua Bona, arrivava allo stadio Ezio Scida, continuava nel centro città e si concludeva a Capocolonna.
Un progetto ambiziosissimo che avrebbe lanciato definitivamente le attività turistiche portando a Crotone centinaia di migliaia di turisti provenienti da ogni angolo della terra, così come avviene per Pompei, per i resti della Grecia e Turchia.
Il sogno aveva creato tante aspettative proprio in un periodo in cui a Crotone si concludeva il grande progetto industriale avviano negli anni ’20 del millennio scorso e non era stato ancora individuato il percorso economico per impedire alla città e al suo territorio il tracollo delle attività lavorative.
Sul progetto furono investiti 100 milioni di euro di Fondi per il sud, poi diventati 65 per un “furtarello” di 35 milioni di euro da parte della Regione Calabria guidata dal presidente Peppe Scopelliti e, infine, 61,7 milioni di euro di fondi Pac, perché i Fondi per il Sud si erano persi per l’inefficienza della giunta Scopelliti e c’era stata una rimodulazione di recupero fatta dall’amministrazione regionale guidata dal presidente Mario Oliverio.
Il sogno ripartiva, ma a leggere il resoconto sull'elenco delle opere realizzate o da realizzare, spendendo questa montagna di soldi, il progetto Antica Kroton potrebbe fare la fine del Contratto d’area e della Sovvenzione globale, che avevano portato a Crotone somme ingenti per sovvenzionare la nascita di attività industriali che avrebbero dovuto ridare a Crotone una nuova storia industriale con attività meno impattanti sul piano ambientale.
Se quello che scrivono i rappresentanti del movimento Crescere, che fa riferimento al sindaco Vincenzo Voce, per rispondere alle dure accuse del consigliere di opposizione Antonio Manica, rappresenta la fase finale del progetto siamo di fronte a un ennesimo raggiro fatto soprattutto di annunci pubblicitari.
Ecco il resoconto del movimento del sindaco Voce: “Gli scavi archeologici in località Acquabona sono stati completati il 21 febbraio 2025, garantendo l’emersione e la catalogazione dei reperti secondo criteri scientifici; nell’area dello Stadio e del Parco Pignera, i lavori, finanziati con 4.400.000 euro e consegnati il 22 settembre 2025, sono attualmente in corso di esecuzione, mirati alla fruibilità e valorizzazione del territorio urbano; nell’area G.V. Gravina, un intervento del valore di 1.200.000 euro è stato concluso il 15 maggio 2025, mentre il completamento dei lavori nell’area Gravina è in corso, con consegna dei lavori avvenuta il 1 dicembre 2025; per migliorare la fruibilità attraverso il vecchio tracciato della ferrovia Calabro Lucane, finanziato con 2.000.000 euro, e sui tracciati urbani esistenti, con 700.000 euro, i lavori sono stati avviati rispettivamente il 16 e il 22 aprile 2025 e sono attualmente in corso;
il percorso naturalistico e paesaggistico della Collina di Santa Lucia, finanziato con 1.500.000 euro, è stato consegnato il 17 novembre 2025, garantendo nuove opportunità di valorizzazione del patrimonio ambientale; l’area di Campitella e Chiusa Caivano, con un finanziamento di 1.921.061,48 euro, è attualmente in fase di approvazione del progetto esecutivo; il restauro e il recupero funzionale dei camminamenti, bastioni e rivellini, per un importo di 4.200.000 euro, sono in corso e realizzati per circa il 50%, con consegna dei lavori avvenuta il 12 marzo 2025; il collegamento tra l’abitato antico e l’Herion Lacinio, finanziato con 10.315.759 euro, ha visto l’ultimazione degli scavi archeologici in località Dominitina, mentre sono in corso i lavori per valorizzare il percorso di collegamento con il promontorio di Capocolonna. Infine, il progetto Sitaak, con un finanziamento di 200.000 euro, ha consentito la realizzazione della piattaforma digitale per la catalogazione e gestione dei dati archeologici, già ultimata e collaudata, mentre la carta archeologica è attualmente in fase di completamento”.
Un elenco di attività che sveglia i sognatori e li riporta alla realtà: non ci saranno a Crotone migliaia di turisti che arrivano da ogni angolo del globo terracqueo stuzzicati dalla voglia di passeggiare tra i resti archeologici. Quella passeggiata sembra non essere destinata a realizzarsi e così finisce un altro sogno di vedere rilanciare le attività lavorative nonostante siano stati impegnati oltre 61 milioni di euro di fondi pubblici.