Sanità, stangata sulle famiglie. L'Asp stipula intanto una consulensa d'oro
Dal 21 settembre aumentano i costi di visite specialistiche e protesi con il nuovo decreto. L’Azienda sanitaria provinciale di Crotone assegna un incarico legale da 170mila euro

CROTONE Dal prossimo 21 settembre scatta una nuova stangata per l’utenza che si rivolge al Servizio sanitario nazionale. Altro che taglio del bollo auto. I costi della sanità sono quelli che incidono più di tutti sulle famiglie, a meno che non ci sia una scelta di rinunciare a curarsi.
Famiglie e carovita
Questo, purtroppo, si sta verificando in molte famiglie italiane che non ce la fanno più a vivere: costa di più il cibo, la benzina, l’energia elettrica, il metano e ogni altra materia prima legata all’energia. Insomma costa tutto di più e ora partirà anche un nuovo salasso per la sanità.
L’incarico dell’Asp
Leggere che l’Azienda sanitaria provinciale lo scorso 3 settembre, con determina n. 2756, ha dato un incarico, con assegnazione diretta, ad uno studio legale di Salerno per oltre 170mila euro (compresive di Iva e cassa forense) è come ricevere un forte pugno allo stomaco.
Le prestazioni interessate
I nuovi aumenti della sanità riguardano 448 prestazioni di specialistica ambulatoriale e 222 codici della protesica, dagli ausili per la disabilità alle prime visite specialistiche. Un aumento che è stato calcolato inciderà per il 5,8% in più.
Entrata in vigore
Le nuove tariffe, che entreranno in vigore il prossimo 21 settembre, sono nazionali e interesseranno le prestazioni erogate dalle strutture accreditate del Servizio sanitario nazionale (pubbliche e private).
Il decreto e i ricorsi
L’aumento è previsto da un decreto approvato in Conferenza Stato-Regioni a fine luglio, che sostituisce quello approvato nel mese di novembre 2024, poi annullato dal Tar del Lazio in seguito ai ricorsi presentati dalle strutture private che giudicavano le tariffe troppo basse per coprire i costi reali.
Le richieste dei privati
I privati chiedevano più soldi pubblici per continuare ad erogare le loro prestazioni. C’è da dire che, anche se l’aumento poteva essere più elevato, l’utente (in riferimento a quello che non è “esente”) continua a pagare entro i limiti fissati dalle singole Regioni.


