L'arte bianca
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affidato
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CROTONE Riceviamo e pubblichiamo una lettera al direttore giunta a redazione a firma di una cittadina, Antonia Mungari, circa la gestione del verde pubblico nel quartiere di Farina a Crotone

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Gentilissimo direttore,
sono una abitante del quartiere Farina e proprietaria di un cane di nome Fox che, ogni giorno, porto a passeggiare nelle vie limitrofe la mia abitazione. L'altra mattina, quando il mio cane era pronto per la consueta passeggiata, ho visto che si leccava la zampa posteriore. 

Preoccupata, l’ho così portato dal veterinario il quale, una volta compiuta la diagnosi, mi ha detto subito che si trattava di un “forasacco” (spighe mature e secche delle graminacee selvatiche, ndr) e che in questi giorni molti cani avevano lo stesso problema. Il mio cane, dunque, aveva un forasacco conficcato nella zampa, conficcato così internamente, che per toglierlo il veterinario ha dovuto incidere e poi utilizzare una pinzetta chirurgica per estrarlo. 

Morale della favola: una semplice passeggiata si è tradotta in un piccolo intervento chirurgico alla zampetta, la prescrizione di una cura antibiotica e l'obbligo di indossare un collare elisabettiano con questo caldo. Questo non è un incidente ma un danno causato dalla superficialità e del modus operandi da parte degli addetti del verde pubblico.

Questi, quando tagliano l’erba nelle varie vie del mio quartiere, non la raccolgono subito, ma la lasciano per terra divenendo così un potenziale pericolo per gli animali. La situazione poteva evolversi in maniera anche peggiore se il mio cane avesse inalato il forasacco: avrebbe rischiato la vita. Per chi? Perché non vengono seguite le corrette procedure di lavorazione?!
Antonia Mungari 

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