Cotronei 2030 difende Ammirati: «Solo falso ideologico, estraneo ai fatti»
Il movimento politico precisa la posizione del primo cittadino dopo le notizie sul rinvio a giudizio per il Borgo della musica rock
COTRONEI Il movimento politico “Cotronei 2030”, attraverso una nota stampa, interviene sulle notizie pubblicate da alcuni organi di informazione in merito al rinvio a giudizio del sindaco Antonio Ammirati e al progetto del Borgo della musica rock.
Il rinvio a giudizio è stato formalizzato lo scorso 15 settembre davanti al Giudice dell’udienza preliminare (Gup) presso il Tribunale di Crotone, Roberto Corvino. L’udienza collegiale è stata fissata per il 15 gennaio 2027.
Le contestazioni e la posizione del sindaco
«Le contestazioni formulate nell'ambito dell'inchiesta – si precisa nella nota – riguardano diversi soggetti e differenti ipotesi di reato. Al sindaco Ammirati viene contestato esclusivamente un presunto falso ideologico, per avere sottoscritto, insieme al responsabile dell'Ufficio tecnico, ingegnere Gaetano Scavelli, una richiesta di proroga del finanziamento predisposta dallo stesso ufficio. Nella richiesta, successivamente accolta, si attestava che la sospensione dei lavori disposta dalla Soprintendenza aveva determinato uno slittamento dei tempi e reso necessaria la proroga».
«Proroghe analoghe – evidenzia la nota – sono state concesse a numerosi Comuni, al di là delle motivazioni indicate nelle singole istanze. La circostanza riportata nella richiesta corrisponde al vero e sarà documentata nei prossimi mesi dinanzi all'autorità giudiziaria».
I chiarimenti e la conclusione dell'opera
«Confidiamo che gli elementi prodotti consentano di chiarire definitivamente la posizione del sindaco di Cotronei. Il richiamato documento – dettaglia il movimento politico Cotronei 2030 – indicava legittimamente che la sospensione era stata disposta dalla Soprintendenza. La stessa Soprintendenza ha poi revocato il provvedimento e rilasciato il nulla osta, riconoscendo la correttezza del percorso seguito dal Comune di Cotronei».
«Va ricordato, infine, che l'opera è stata ultimata ed è oggi a disposizione della comunità. Questi sono i fatti sui quali chiediamo che venga restituita un'informazione corretta, nel rispetto delle persone coinvolte e – conclude la nota di precisazione – del lavoro svolto nell'interesse del paese».





